Incubo telefoni: caos tariffe e fregature
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fonte:
- La Provincia di Como
Ti telefonano per chiederti se vuoi un contratto, tu rispondi «no, non so» e poi ti arriva una bella bolletta per il servizio che pensavi di aver rifiutato. Uno no, scambiato un sì. È questo che raccontano circa 2mila comaschi all’anno alle associazioni di consumatori dopo aver fatto causa a tutti i gestori telefonici (perché nessuno è immune, dicono i consumatori). Quando c’era quel bel telefono grigio con la ruota e un’unica bolletta della Sip, il problema non esisteva. Ci si lamentava perché la bolletta era cara, ma non c’erano alternative. Ora tutti promettono sconti, tagli, promozioni, parla parla e scrivi scrivi, stai connesso 24 ore su 24, passa a Vodafone e passa a Tim, chiama con Teledue, liberati del fisso, scegli Wind e vieni in Tre. E il passaggio da un’alternativa all’altra spesso contiene una trappola nella quale cascano 2mila comaschi all’anno. Tra questi ci sono le 600 pratiche di Federconsumatori della Cgil, altri mille segnalazioni al Codacons, più tutti quelli che si rivolgono alle altre associazioni di consumatori. All’Adoc arrivano una decina di segnalazioni al mese, circa 120 all’anno. Alla Camera di commercio si sono rivolti oltre cento, negli ultimi quattro anni, per tentare la via della conciliazione con i gestori telefonici.
«Esperienza insegna che nel 99 per cento dei casi si risolve – dice Giuseppe Doria -, ma i tempi sono lunghi. Perché l’utente deve far causa al gestore contestando un addebito che considera non giusto, Tempo 45 giorni (dipende dal gestore) interveniamo noi con la conciliazione al tavolo nazionale». «L’emergenza dello scorso anno erano tutti i numeri per i collegamenti ad Internet attiviti senza che nessuno ne avesse fatto richiesta – spiega Silvana Brenna, della Federconsumatori -. Quella di quest’anno riguarda il passaggio da un gestore all’altro. C’è chi vuole cambiare e si trova con una doppia fatturazione, che è un classico. Ci sono altri utenti che non riescono più a parlare, o hanno difetti sulla linea, oppure restano senza più operatore». Poi c’è il grosso problema dei contratti telefonici. «Ci sono utenti che si trovano con un contratto nuovo allacciato anche senza aver mai firmato nulla. A volte non hanno neanche risposto sì a chi telefonava, hanno detto solo "vedremo, non so" e invece si trovano con la nuova linea attivata». Metà delle persone che si rivolgono alla Federconsumatori (031. 242. 824 dal lunedì al giovedì dalle 14.30 alle 16.30) lo fa proprio perché è incappata in queste disavventure.
Delle mille segnalazione di disservizi che arrivano al Codacons ci sono servizi non richiesti, disdette finite male, attivazione e trasloco di linee finite peggio, attivazione e trasloco di linea con disguidi e riparazioni di linee e apparecchi rotti.
Mauro Antonelli del Codacons cita alcuni casi: «Una signora di 87 anni che si è vista recapitare nell’ultimo conto Telecom italia un addebito di Euro 14,41più Iva 20% come abbonamento ad Alice 7 Mega. Il figlio si è rivolto a noi perché lui non aveva mai stipulato nessun contratto con Alice 7 mega. Chiamando il 187, si era sentito rispondere che il contratto era stato attivato tramite il consenso vocale il giorno di Pasquetta) e che se volevo sentire la registrazione dovevo fare una richiesta scritta alla Telecom. A Pasquetta sua mamma, immobilizzata a letto, era a casa con la badante che conosce poco l’italiano. Cosa devo fare? Un corso di telefonia a mia mamma?». «Succede anche con gli altri gestori di telefonia» dicono Antonelli, Doria e la Brenna. Nel dubbio, meglio attaccare in faccia a tutti i call center.
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