Chiuse le indagini sui T-Red
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fonte:
- il Tirreno
LARCIANO. C’ è anche che il socio della azienda Centro Servizi di Larciano, Simone Zari, tra i destinatari delle notifiche di chiusura indagini da parte della Guardia di Finanza di Milano. La vicenda è quella dei semafori T-Red, gli apparecchi "tarati" che riducendo la durata del giallo, hanno permesso in almeno trenta comuni di arricchire le casse delle amministrazioni. Zari fu tra i primi a essere arrestato nell’ agosto del 2009 per quella vicenda. Ieri la notifica dell’ avviso di chiusura delle indagini ha raggiunto lui e altre 37 persone, accusate in tutta Italia, e a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa, abuso d’ ufficio, turbativa d’ asta: la notifica è l’ atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. In Valdinievole i comuni interessati dalle truffe legate ai T-Red dal giallo troppo veloce, sono quelli di Larciano, dove fu sequestrato negli scorsi mesi un apparecchio sospetto, e Monsummano, dove vennero svolti alcuni controlli in merito senza arrivare a ulteriori provvedimenti da parte degli inquirenti. Solo il comune di Segrate, in Lombardia, a due passi da Milano, grazie alle migliaia di multe elevate per il T-Red, che passava dal giallo al rosso con una rapidità spaventosa, avrebbe guadagnato quasi due milioni di euro con le multe: l’ accusa, infatti, ha fissato «dolosamente in 4 secondi il tempo di durata del giallo», impossibile da rispettare per uscire da un incrocio senza passare col rosso. E non beccarsi la salata sanzione. Tra gli indagati nell’ inchiesta T-Red anche una quindicina di comandanti della polizia locale e 4 sindaci. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Alfredo Robledo, si sarebbe creato una sorta di "cartello" tra le aziende del settore, fornitrici del semaforo T-Red: tra i promotori ci sarebbe Raoul Cairoli, 38 anni, amministratore unico della Ci.Ti.Esse, società distributrice in esclusiva dei T-Red, arrestato nei mesi scorsi insieme a Zari, e agli imprenditori Giuseppe Astorri, direttore commerciale della Scae Spa, e Antonino Tysserand, amministratore unico della Tecnotraffico e titolare della ditta individuale Tecnologie per il traffico. Nell’ ambito dell’ inchiesta appena chiusa dal pm di Milano Alfredo Robledo sono stati sequestrati, oltre ai semafori T-Red, anche alcuni autovelox per un totale di 68 apparecchi considerati non regolari. Intanto il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale ed invita tutti i consumatori ad aderire all’ azione, nell’ inchiesta sui T-Red, chiamati anche vampiri rossi, per la loro capacità di succhiare fondi alla gente comune. Secondo l’ associazione dei comsumatori tutti gli automobilisti multati in uno dei 35 comuni coinvolti nell’ inchiesta possono partecipare contattando la sede del Codacons di Milano: codacons.milano libero.it, oppure 02/29419096.
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