21 Marzo 2010

“Ora gli incentivi sul cibo E c’ è una legge salva prezzi che non è mai partita”

Carlo Rienzi, come commenta questi dati della Confcommercio e in particolare il crollo dei consumi nel 2009 rispetto all’ anno prima? «La crisi è tutt’ altro che alle spalle – dice il presidente dell’ associazione di consumatori Codacons -. Lo scivolone dei consumi è il segnale primario delle difficoltà in cui versano le famiglie italiane: migliaia di famiglie sono a rischio di bancarotta. E il governo deve intervenire con misure urgenti, stanziando incentivi davvero utili nel settore alimentare e in quello della casa, cioè per le esigenze realmente primarie dei cittadini». Ma tecnicamente sarebbe difficile incentivare gli acquisti di alimentari, o no? Non è come con le auto o le lavatrici da rottamare. La sua vuole essere una provocazione, fatta per indicare il senso di marcia, o è un’ indicazione concreta? «Beh, l’ equivalente di un incentivo nel settore alimentare sarebbe una lotta serrata alle speculazioni. Le autorità pubbliche italiane dovrebbero impegnarsi a tagliare la filiera dei prodotti, quella che parte dal campo agricolo e finisce al bancone del negozio o del supermercato, passando attraverso molti intermediari e grossisti. Ogni passaggio di mano porta a ricarichi enormi dei prezzi e così i consumatori pagano a carissimo prezzo dei prodotti, per i quali, nella maggior parte dei casi, i contadini non hanno ricevuto quasi nulla. E’ questo il paradosso». L’ obiezione solita che si sente a ogni proposta di vigilanza sui prezzi è questa: in Italia siamo in un regime di libero mercato, e allora come si fa a intervenire? «Ma invece sarebbe facilissimo! Esiste già un’ ottima legge, che fra l’ altro è stata fatta proprio dal governo Berlusconi nel 2005, secondo cui i Nas dei Carabinieri e la Guardia di Finanza possono e devono intervenire ogni volta che un prezzo è "anomalo"». E di preciso quand’ è che un prezzo è da considerare "anomalo"? «A stabilirlo dovrebbe essere un decreto interministeriale, che però non è mai stato fatto. Il governo non lo fa per non inimicarsi i commercianti e i grossisti, che con questo decreto non potrebbero più moltiplicare i prezzi degli alimentari per due o per tre o anche di più a ogni passaggio di mano dei prodotti». Ma non sarebbe anche complicato, proprio sul piano materiale, stabilire un prezzo che faccia da parametro per ogni prodotto? «E invece è facilissimo anche questo. Le associazioni dei consumatori, in collaborazione con il ministero dell’ Agricoltura, hanno creato l’ elenco Sms Consumatori in cui compaiono decine di prodotti alimentari con i rispettivi prezzi medi continuamente aggiornati e scorporati fra Nord, Centro e Sud. La rilevazione dei parametri di prezzo c’ è già, ed è pure ufficiale, vista la partecipazione del ministero. Quindi rilevare le anomalie sarebbe un fatto immediato, basterebbe volerlo e poi farlo, anziché blaterare a sproposito di libero mercato.

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