21 Febbraio 2010

Polemiche sul televoto, Mazzi: sono contrario. Il Codacons chiede sequestro dati

ROMA (21 febraio) – Archiviata la vittoria di Valerio Scanu, non si placano le polemiche sul televoto a Sanremo. "Sono molto contrario al televoto, l’ ho sempre detto . È in apparenza il sistema più democratico e giusto ma nella realtà non lo è. Favorisce determinati artisti che appartengono a determinate zone di Italia", ha detto il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi dopo la vittoria del sardo Scanu (era sardo anche il vincitore della passata edizione, Marco Carta). "Quest’ anno è stata anche diminuita la presenza del televoto. Penso anche che il giudizio che viene espresso a fine manifestazione, la classifica ufficiale, conti fino a un certo punto e gli ultimi anni lo hanno dimostrato. Il giudizio vero per loro deve ancora cominciare", ha sottolineato Mazzi. "Chi verrà dovrà fare modifiche. Si dovrà lavorare a un sistema nuovo. Già quest’ anno ci avevo lavorato un po’ . Quest’ anno il peso maggiore dell’ orchestra era a difesa degli artisti". Poi, a proposito dell’ atteggiamento dell’ orchestra ha spiegato: "Non ho apprezzato l’ atteggiamento dell’ orchestra. I musicisti devono essere dei professionisti. Ieri non mi sono piaciuti. Anche se lo ho interpretato come un atteggiamento protettivo nei confronti di Malika e mi auguro sia così". Il Codacons chiede sequestro dati. Il Codacons intanto, assieme all’ Associazione utenti radiotelevisivi, questa mattina ha chiesto alla Guardia di Finanza di Sanremo e all’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di sequestrare tutti i televoti che hanno determinato i primi tre classificati al Festival e verificare le utenze di provenienza per escludere che si tratti di utenze collegate ad agenzie specializzate che è noto che svolgono questo mercato. La Guardia di Finanza – chiede il Codacons – dovrà verificare anche se le società private che gestiscono il televoto abbiano interessi o rapporti economici con alcuni dei partecipanti alla gara. "Credo davvero che il televoto abbia fatto il suo tempo – ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – e si deve tornare ai vecchi sistemi delle giurie tecniche o al giudizio del pubblico in sala o attraverso sondaggi pubblici sui siti di musica. Gli interessi economici di produttori e sponsor che ruotano attorno a un disco o a una miss sono enormi e se si scoprirà, cosa che ci auguriamo non avvenga, che il danaro ha condizionato i televoti, scatterà il reato di truffa aggravata. Credo che la Rai farebbe bene a sospendere la proclamazione dei vincitori fino al termine degli accertamenti", ha concluso Rienzi.
 

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