Il televoto finisce nel mirino
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fonte:
- La Stampa
SANREMO La Guardia di Finanza di Roma ha trasmesso ai colleghi di Sanremo l’ esposto del Codacons che solleva perplessità sul televoto festivaliero. Dalla compagnia di via Alighieri il tenente Arianna Rovetto ha contattato subito il procuratore Roberto Cavallone che ha semplicemente chiesto all’ ufficiale di verificare la logistica del sistema di votazione e in particolare di individuare la sede fisica del conteggio delle preferenze dei votanti. Il motivo? Individuare prima di tutto la competenza territoriale. Insomma, all’ ufficio indagini di via Anselmi, alle prese con diverse inchieste su politica, criminalità organizzata e casinò, non c’ è nessun entusiasmo nell’ aprire anche un semplice fascicolo intestato come «atti relativi». E così la «grana-televoto» rimane di competenza della Finanza almeno fino a nuovo ordine. Ieri mattina il procuratore Cavallone ha confermato che non è stata aperta alcuna inchiesta e che al momento esiste solo l’ esposto dell’ associazione di consumatori che chiede chiarezza sulle operazioni di televoto. Un dato certo è che il Codacons, non essendo in alcun modo una parte della vicenda festivaliera, non può presentare una querela per l’ ipotesi di reato di truffa. «In questo caso – spiegano in procura – gli unici legittimati ad un’ eventuale azione sono i cantanti, qualcosa ritenessero di essere stati in qualche modo danneggiati». E visto che la truffa è semplice e che la querela di parte è condizione indispensabile per l’ apertura di un’ indagine, l’ esposto rimane «dormiente», in attesa della localizzazione e delle decisioni di Cavallone. «Come già accaduto in altre occasioni – ha confermato ieri mattina il magistrato – ritengo che la documentazione inoltrata dalla Finanza romana ritornerà quanto prima al mittente, poco importa quale ufficio procederà materialmente all’ operazione». L’ esposto del Codacons, con il televoto nel mirino, era scattato il 21 febbraio dopo il finale tumultuoso del Festival con gli orchestrali che avevano gettato via gli spartiti quando la terna Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici era risultata essere nella terna finale. «Credo davvero che il televoto abbia fatto il suo tempo – è la posizione del presidente Codacons Carlo Rienzi – e si deve tornare ai vecchi sistemi delle giurie tecniche o al giudizio del pubblico in sala o attraverso sondaggi pubblici sui siti di musica. Gli interessi economici di produttori e sponsor che ruotano attorno a un disco sono enormi e se si scoprirà, cosa che ci auguriamo non avvenga, che il danaro ha condizionato i televoti, scatterà il reato di truffa aggravata. Credo che la Rai farebbe bene a sospendere la proclamazione dei vincitori fino al termine degli accertamenti».
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