Sanremo, aperta un´inchiesta sul giallo-televoto al Festival
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fonte:
- la Repubblica
Roma Del giallo sul televoto al Festival di Sanremo si occuperà ora anche la procura. A far scattare l´inchiesta è un esposto presentato quattro giorni fa dal Codacons sui presunti "brogli" che sabato sera avrebbero pilotato il risultato finale della gara in cui è risultato vincitore Valerio Scanu, secondi Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, e terzo Marco Mengoni. Nelle prossime ore la denuncia consegnata alla guardia di Finanza di Sanremo arriverà sulla scrivania del procuratore capo Roberto Cavallone che ha deciso di aprire un fascicolo come «atti relativi». L´indagine, al momento contro ignoti, dovrà risalire all´origine degli sms che hanno determinato la classifica finale del festival. L´attività dei pm è un atto dovuto. In particolare gli investigatori dovranno capire se abbiano agito agenzie specializzate nel televoto, se eventualmente siano state ingaggiate da qualcuno dei concorrenti o dalle loro case discografiche. Altra questione riguarda gli eventuali «interessi e rapporti tra le società private che gestiscono il televoto con alcuni dei partecipanti alla gara». Se così fosse il reato che potrebbe essere ipotizzato sarebbe quello di truffa o di illecita interferenza. Reati che comunque sarebbero perseguibili solo dopo la presentazione di una querela da parte degli altri concorrenti esclusi dalla terzina dei finalisti. E con ogni probabilità la competenza dell´inchiesta passerebbe a Roma, luogo in cui sono stati conteggiati i voti inviati per telefono e dove hanno sede la Rai e Telecom. I pm avranno ora a disposizione i tabulati per osservare i flussi di voto e potranno stabilire eventuali concentrazioni anomale. Ma va comunque osservato che nei risultati pubblicati in questi giorni e non confermati dalla Rai, la logica dei risultati apparirebbe stringente. A cominciare dal numero complessivo dei voti arrivati dai telefoni fissi e dai cellulari, simile nella fase semifinale e in quella finale, quella in cui i tre finalisti sono ripartiti da zero: nella semifinale c´erano stati 644.907 voti, nella finale leggermente meno, 637.884. In pratica i voti si sono ridistribuiti tra due, soprattutto su Marco Mengoni (+107.626) e in misura minore su Valerio Scanu (+97.517), che però partiva da una posizione di forza rispetto all´ex concorrente di X Factor, con quasi 60 mila voti in più. Il contestato trio della canzone patriottica "Italia amore mio" ha avuto solo 1.384 voti in più rispetto alla semifinale, perché nonostante l´incremento dei voti via cellulare (+16.339) hanno visto crollare i voti dai telefoni fissi (-14.955). Nell´esposto il Codacons ha chiesto alla Guardia di finanza di Sanremo, ma anche all´Agcom, l´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di sospendere i risultati e di «sequestrare i tabulati del televoto di Sanremo che hanno determinato i primi tre classificati al festival e verificare le utenze di provenienza per escludere che si tratti di utenze collegate ad agenzie specializzate che è noto che svolgono questo mercato». «In passato – ha spiegato nei giorni scorsi il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – molti partecipanti ai reality per esempio, hanno confessato che ci sono agenzie a pagamento che assicurano voti. Allora, nel caso di Sanremo, se fosse vero, a vincere non sarebbe stata la canzone migliore ma chi ha più soldi da spendere. Una vera e propria truffa insomma». Perché, conclude «se il popolo del televoto è un produttore che investe soldi nella vendita di un disco e di una canzone, allora vince chi ha più denaro da investire e non il più bravo».
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