L’ inflazione ferma, dice l’ Istat
ROMA L’ inflazione è ferma ma la spesa schizza alle stelle. L’ andamento dei prezzi a due velocità rilevato dall’ Istat riaccende la protesta di consumatori e sindacati sulla scarsa attendibilità del nuovo paniere di beni e servizi. A gennaio quelli al consumo hanno registrato un +1,3% su base annua e +0,1% rispetto a dicembre con una limatura di un decimo di punto rispetto alle stime diffuse all’ inizio del mese. Ma scatenare la polemica è l’ escalation della spesa ad alta frequenza (con gli indici rispettivamente a +2,5% e +0,3%). La lista dei salassi è lunga. Acquistare alimentari, bevande, tabacchi e giornali, pagare l’ affitto, i beni per la casa e i servizi di pulizia, fare il pieno o viaggiare su bus e metro, andare al bar, al ristorante e spendere per l’ assistenza. Tutto ciò grava sui bilanci delle famiglie a partire dai carburanti (+17,9% la verde, +9,5 il gasolio) e dal riscaldamento (+7,4). E’ un dato «molto allarmante che dimostra lo scostamento tra l’ indice dell’ inflazione ed il costo reale della vita» attacca il Codacons che boccia il nuovo paniere Istat varato un mese fa: «Non tiene conto della crisi che ha radicalmente mutato le abitudini dei consumi degli italiani». Rilancia l’ allarme il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che invita a tenere «sotto controllo i prezzi» ma senza penalizzare le categorie più deboli cioè pensionati e cassintegrati. Per il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, «il vero problema rimane quello dei bassi salari e delle basse pensioni» che si risolve con «un vero piano per rilanciare i consumi e difendere il potere d’ acquisto». Coldiretti punta il dito contro la speculazione in agguato lungo la filiera commerciale. «Pochi centesimi pagati agli agricoltori diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media 5 volte». Come se non bastasse Adusbef e Federconsumatori contestano all’ Istituto di Statistica anche la conferma del carovita all’ 1,3%. «E’ francamente incredibile. E’ un dato in piena contraddizione con l’ andamento economico della domanda di mercato, che ha conosciuto una fortissima contrazione dei consumi e una caduta verticale dei redditi della famiglie». In questo caso la spinta deriva dal prezzo dell’ energia e i comparti più colpiti dagli aumenti risultano trasporti, sanità e salute. Stabili i prezzi di alimentari, abbigliamento e calzature. In calo le comunicazioni.
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