22 Febbraio 2010

E’ bufera sui verdetti e sull’orchestra “ribelle”

E’ bufera sui verdetti e sull’orchestra «ribelle»  

 

Sanremo.  Trionfo di ascolti per la serata finale del Festival di Sanremo, vinto dallo sconosciuto agli under 18 Valerio Scanu, figlio del talent Amici. Un boom che premia una finale tesa e rissosa fitta di dubbi sui voti, con i musicisti dell’orchestra che appallottolano gli spartiti e li lanciano sul palco per protestare contro l’esclusione di Malika Ayane dai tre finalisti che rimarrà nella storia del Festival
BOOM DI ASCOLTI. Ben 12 milioni e 462mila spettatori (53,21% di share) e Bonolis battuto di un punto. Picco di share alle 00.48, quando sul palco è salito il vincitore Valerio Scanu, con il 77,34%. Picco di telespettatori, 15 milioni e 195mila, alle 22.13. Il momento in cui sono saliti sul palco i tre operai di Termini Imerese è stato seguito da ben 13 milioni di persone (64% di share). L’età media del pubblico è di 52 anni. I dati confermano un aumento del pubblico femminile e dei giovani: +8,52% nella fascia d’età 11-17 anni, +4,64 in quella 18-24. Cresce il pubblico del Nord: in Lombardia c’è stato un +7% di spettatori. Gran successo anche per il debuttante Costanzo con il suo Question time: 3.586.000 spettatori e 20% di share, cifre da talk show di informazione in prima serata.
POLEMICHE SUL TELEVOTO. Il direttore artistico di Sanremo Gianmarco Mazzi ribadisce di essere contrario a questo sistema: «Sono contrario al televoto – spiega – È in apparenza il più democratico e giusto ma nella realtà non lo è. Favorisce i personaggi popolari e artisti che appartengono a determinate zone di Italia, perché stimola il campanilismo. Chi verrà dovrà fare modifiche, si dovrà lavorare a un sistema nuovo». Mazzi stigmatizza il comportamento degli orchestrali che, alla lettura dei risultati, si sono indignati e hanno stracciato gli spartiti. «E’ inaccettabile – commenta – mi aspettavo una reazione da professionisti. Hanno confuso il Festival con l’avanspettacolo». Opinione condivisa dai vertici Rai, dal capostruttura Antonio Azzalini («roba da osteria»), e dal direttore Mazza, in testa: «La situazione poteva degenerare in galleria dove il clima era incandescente». Mazza dalla platea ha chiesto al direttore Sabiu di stemperare gli animi.
GIALLO SUL VOTO DEGLI ORCHESTRALI. Preoccupati e forse un po’ intimoriti dalle polemiche e dalle reazioni della Rai, gli orchestrali ieri sembravano introvabili. Uno di loro, chiedendo l’anonimato, racconta com’è andata con il lancio degli spartiti dopo le proteste del pubblico che gridava “venduti, venduti”: «Non sono tra quelli che ha partecipato al lancio, ma non si è certo trattato di una rivolta come è stato detto, non c’è da montarci un caso. E’ stato un gesto fatto con il sorriso sulle labbra, non certo contro i cantanti. Nessuna reazione violenta, sarebbe bello che anche negli stadi si facessero così le proteste – commenta ironico – Dicono che non era mai successa una cosa del genere, ma l’orchestra ha votato per la prima volta così solo quest’anno. Il nostro è stato un voto tecnico, musicale, non è detto che il brano migliore sia quello che fa più successo, magari chi ha un riff più carino piace di più. Il giudizio popolare, però, è insindacabile».
La gran parte degli orchestrali ha votato compatto e con voti altissimi per Malika Ayane, come confermato anche da Mazzi (mentre per Azzalini i voti più alti sono andati a Cristicchi), «un brano ben arrangiato, musicalmente molto ben fatto, cantato stupendamente. Forse il nostro voto dovrebbe essere abbinato a quello della critica perché puntiamo sulla qualità della musica, non sui personaggi. Un piccolo gruppo di persone non può controbilanciare centinaia di migliaia di voti». Voti anche per gli altri, anche per il Trio? «E’ possibile, certo. Anche voti alti». Una ipotesi confermata da Antonio Azzalini, capostruttura di Raiuno, che ha dichiarato che anche il principe e Pupo hanno avuto «la loro percentuale di voti». Le voci di corridoio raccontano che alcuni orchestrali non sono riusciti a votare per “salvare” D’Angelo per il ripescaggio dopo le prime due serate.
Gli orchestrali sono 51, hanno votato con schede nominative (quindi voto palese) nel pomeriggio negli spazi tra le prove o poco prima. Per “conflitti d’interesse”, cioè se lavorano insieme o sono amici dei cantanti in gara, possono astenersi, ma non sono obbligati. Così mercoledì hanno votato in 32, giovedì in 28. I voti, da 1 a 10, vengono sviluppati in percentuali. Su Facebook è nato il gruppo “Orchestra della Rai in rivolta a Sanremo 2010” che ha già raccolto settemila fan con messaggi di questo tipo: «Complimenti all’Orchestra della Rai, l’unica insieme al pubblico del Loggione del teatro Ariston, ad avere avuto il coraggio di protestare di fronte ad una vittoria già annunciata e comprata!!! Vergognatevi vertici della Rai e di Sanremo».
LA DIFESA DELLA RAI. Soddisfatto degli ascolti il direttore di Raiuno Mauro Mazza che però osserva: «Ragioneremo sul sistema di voto, anche se siamo convinti che se Sanremo è tornato a piacere è perché chi guarda partecipa al Festival: se nel momento finale c’era il 77.34% di share vuol dire che chi aveva pensato di prendere parte con sms o dal telefono fisso voleva vedere come aveva inciso il suo voto. Questo va salvaguardato». Azzalini replica a Mazzi che «il televoto ha sempre funzionato, sono diminuiti i flussi come è diminuita la platea tv». Per ogni sessione il voto massimo era di cinque telefonate, orchestra e televoto pesano ciascuno il 50%. La Rai non ha dato le cifre del televoto conclusivo. Fino a sabato c’erano state nelle quattro serate, più di un milione di voti, superiori al numero globale dello scorso anno.
CODACONS: SEQUESTRARE VOTI. Il Codacons, assieme all’ Associazione utenti radiotelevisivi, ha chiesto alla Guardia di finanza di Sanremo e all’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di sequestrare tutti i televoti che hanno determinato i primi tre classificati al Festival e verificare le utenze di provenienza per escludere che si tratti di utenze collegate ad agenzie specializzate. La Guardia di Finanza – chiede il Codacons- dovrà verificare anche se le società private che gestiscono il televoto abbiano interessi o rapporti economici con alcuni dei partecipanti alla gara».

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