Sotto accusa il business del televoto chiesto l´intervento della Finanza
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fonte:
- la Repubblica
Canta Valerio Scanu. E´ la mascotte di casa già dai tempi di Amici. Diamogli una mano, facciamo vincere Sanremo a un sardo anche quest´anno. Sul piccolo schermo appaiono i numeri in sovrimpressione, per chiamate da rete mobile e telefonia fissa. Vota il papà, vota la mamma, votano il fratello maggiore e anche due sorelline – ai minorenni non sarebbe consentito, ma tanto il controllo è impossibile. In pochi minuti la famigliola della Maddalena fa fuori cinque euro. Finalissima a tre: Scanu non deve perdere, i due ragazzi maggiori sanno di aver diritto ad altri quattro voti dai loro cellulari. La piccola non ha ancora il telefonino, usa il fisso. Il tempo di dodici chiamate altrettanti euro vanno in fumo. Scanu vince, i ragazzi esultano. Alla bolletta penserà papà. «Sono arrivati oltre un milione di voti nella serata finale di Sanremo. Tutto chiaro, dati certificati dai gestori telefonici e vidimati dai notai. Dobbiamo fidarci», dice Antonio Azzalini, capostruttura di RaiUno. E rivela che «solo all´ultimo momento Valerio Scanu è riuscito ad avere la meglio sul trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici». Mica tanto chiaro se ieri il Codacons, assieme all´Associazione utenti radiotelevisivi, ha chiesto alla Guardia di Finanza di Sanremo di sequestrare i tabulati dei televoti che hanno determinato i primi tre classificati per verificare se le società private che gestiscono l´operazione abbiano interessi o rapporti economici con alcuni dei partecipanti alla gara». Per evitare, insomma, un altro caso come quello di cui fu protagonista l´agente Lele Mora che confessò a Striscia la notizia di avere investito 25mila euro in televoti per far vincere L´isola dei famosi a Walter Nudo. Anche Caterina Caselli, la discografica di Malika Ayane, non ci vede chiaro. Viene sempre presentato come un plebiscito equo, affidabile, incorruttibile, in realtà, ammette Azzalini, «è un modo di fidelizzare l´ascolto, perché di quei 75 centesimi (in altri show il costo è di circa un euro) alla Rai va una minima parte. Non facciamo budget con i proventi del televoto, ma con i dati Auditel». Non sono invece spiccioli i proventi del televoto in società di produzione come la Fascino Srl (realizza Amici), che sul sistema hanno costruito un impero. Amici dimostra chiaramente come il televoto fidelizzi l´ascolto, ma anche la poca competenza artistica dei televotanti, suggestionati più dall´estetica che dalle effettive capacità (giusto ieri sera Maria De Filippi ha ringraziato in diretta da Amici il "suo" pubblico di televotanti che ha fatto vincere a Sanremo prima Carta e poi Scanu). Il fatto che il televoto venga sempre aperto già prima che il concorrente si esibisca, significa che ognuno può contare soltanto sui fan che ha «fidelizzato» (ma anche che più tempo si concede ai televotanti più s´incassa). Il sistema funziona così: gli operatori telefonici smistano sms e telefonate dei televotanti ai cervelloni di una agenzia specializzata (per Sanremo è la Neonetwork Srl); qui vengono immagazzinati, scrutinati e certificati da un notaio. Ma quando si chiedono dati più precisi sui dividendi degli introiti del televoto i se e i ma si sprecano. Sanremo non rivela per regolamento neanche le percentuali di voto. «E´ per non umiliare chi si è reso disponibile alla gara», spiega Azzalini. «Tra una posizione e l´altra, è successo anche quest´anno, ci può essere uno scarto di decine di migliaia di unità».
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