Penati è l’ ultimo indagato per le emissioni velenose
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fonte:
- Il Giorno
MILANO- I NDAGATO per smog. Stava scritto nelle carte e nella procedura. Indagato annunciato, Filippo Penati, ex presidente della Provincia, per quel bizzarro titolo di reato (lancio pericoloso di oggetti in luogo pubblico) che significa, in realtà, emissioni pericolose di smog. Il cielo di Milano, dell’ hinterland, dell’ intera Lombardia inquinati oltre la sopportazione. Gli enti locali sotto accusa: non vigilano, non impediscono, con adeguati meccanismi di contenimento, che ciò avvenga. Penati si aggiunge buon ultimo agli altri suoi colleghi, il successore a Palazzo Isimbardi, Guido Podestà, il sindaco Letizia Moratti, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. E la notizia della sua iscrizion enon lo turba: «Ho appreso dalle agenzie di stampa che il mio nome si sarebbe aggiunto a quello di Formigoni, di Podestà e della Moratti nel registro degli indagati per lo smog a Milano nel 2009. Non mi preoccupa questo, ma l’ immobilismo di fronte a 18 giorni di superamento dei limiti del Pm10 a Milano dall’ inizio dell’ anno. E quello che ancor più mi preoccupa è la volontà del sindaco Letizia Moratti di rinviare ogni intervento a dopo le elezioni regionali, cioè al mese di aprile». Articolo 674 del codice penale: «Emissione di gas, di vapori o di fumo atti a molestare persone». Il titolo di reato, individuato dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato e il sostituto Giulio Benedetti, dopo i due esposti presentati dal Codacons (2005 e fine 2009) che si rifanno alla legge in base alla quale gli enti locali hanno l’ obbligo di tetelare la salute dell’ aria. Non del tutot ultimo, Penati, in realtà. Lo segue anche il sindaco di Legnano Lorenzo Vitali: la sua iscrizione è dovuta all’ articolo di legge che include nella responsbailità anche i primi cittadini dei Comuni con popolazione superiore ai 50 mila abitanti. Acquisiti agli atti dell’ inchiesta sono le documentazioni sullo stato dell’ aria, di Comune, Provincia, Regione e Arpa. Ma, più interessante di altre, è l’ analisi fatta dal direttore dell’ Unità complessa registro tumori ed epidemiologia dell’ Istituto dei Tumori di via Venezian, Paolo Crosignani, sulla mortalità a breve termine a causa dei livelli di inquinamento. Crosignani, sostiene che se il livello dello smog fosse ridotto del 10 per cento, si potrebbero evitare tre decessi al mese legati a malattie provocate dalle polveri sottili. Anche perché la principale fonte di particolato nell’ ambiente urbano è costituita dal traffico veicolare, e il particolato è in grado di provocare infiammazioni delle parti profonde del polmone, alterare la coagulabilità del sangue e penetrare nel sistema circolatorio. Arrivando a provocare patologie croniche.
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