5 Gennaio 2010

Prezzi mai così freddi dal ‘ 59

 
MILANO Mai così basso negli ultimi 50 anni.L’ indice medio dei prezzi nel 2009 in Italia si è fermato a 0,8%, ai minimi dal lontano 1959, quando la "corsa" dei prezzi al consumo segnò una flessione dello 0,4 per cento. Lo rileva l’ Istat che segnala anche una leggera accelerazione del tasso di inflazione a dicembre dell’ 1% tendenziale (+0,2% congiunturale), trainata da trasporti (+6,3% su base congiunturale e +11,9% annua i trasporti ferroviari; +12,3% e-17% le tariffe aeree), servizi (+ 0,6% e +5,3% le assicurazioni) e tabacchi (rispettivamente +2,3% e +5,4%). In flessione, invece, il comparto energetico:-0,5% su base congiunturale e -2,6% su base annua, con la benzina verde a -0,9% mensile (+13,3% su base annua), il gasolio a -1% (+0,4% tendenziale), -0,4% (-1,1% annuo) il gas da riscaldamento e -0,9% (-15,1%) il gas. Il 2009 si è chiuso dunque con un andamento contenuto della dinamica inflazionistica (sotto di due punti e mezzo rispetto al 2008, quando l’ inflazione si attestò al 3,3%) che soddisfa il governo ma non i consumatori e la Cgil, che denuncia una crescita zero dei salari contestata dalla Cisl. Tuttavia dicembre ha segnato una leggera ripresa, che potrebbe preannunciare ulteriori incrementi nel 2010. Il dato medio dell’ inflazione 2009 ai minimi da 50 anni, commenta il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, «è una conferma della severità della crisi, ma anche del fatto che il potere di acquisto dei cittadini non è stato penalizzato. Anzi, in molti casi aumentato». Così come il dato tendenziale in salita di dicembre è «un indice di ripresa dei consumi e delle attività economiche », ha proseguito il ministro. Avvertendo però che, «in questa fase di avvio della ripresa, dobbiamo impegnarci a rilanciare la crescita ma anche a tenere sotto controllo i prezzi per evitare effetti speculativi soprattutto sui prodotti di largo consumo». Di parere diverso le associazioni dei consumatori. Considerata la forte contrazione dei consumi che ha caratterizzato il 2009, «anche questa senza precedenti storici », sostiene il Codacons, il tasso di inflazione «avrebbe dovuto essere addirittura negativo e non positivo ». Mentre per Federconsumatori e Adusbef, che pure parlano di rialzo «grave»,l’ inflazione allo 0,8% comunque «equivale a un ulteriore aggravio di 240 euro annui a famiglia, che ne decurta ulteriormente il potere di acquisto ». La bassa crescita dei prezzi al consumo va letta parallelamente al dato sulle retribuzioni secondo il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, che «secondo stime elaborate dal nostro istituto di ricerca Ires Cgil,cresceranno anch’ esse dello 0,8 per cento. Per i salari, quindi, la crescita è zero nel 2009». Una valutazione smentita dalla Cisl. «Con il nuovo sistema contrattuale, i salari sono cresciuti più dell’ inflazione – replica il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta -.Anche secondo l’ Istat l’ indice delle retribuzioni orarie da contratto nazionale ha presentato un incremento da gennaio a novembre 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, del 3,1 per cento». Il rialzo tendenziale dell’ inflazione segnato a dicembre – per la quinta volta consecutiva dopo l’ azzeramento di luglio – sembra preannunciare possibili ulteriori risalite nel 2010 appena cominciato. «Difficilmente – fanno sapere dall’ Ufficio studi di Confcommercio – nei prossimi mesi si potrà tornare su dinamiche analoghe a quelle registrate nei mesi estivi del 2009». Inoltre «all’ inizio del 2010 la dinamica inflazionistica potrebbe registrare una nuova risalita, anche tenuto conto dei rincari già previsti per alcuni prezzi: tariffe del gas, canone Rai e autostrade, tra le voci principali», segnala l’ Isae. L’ anno scorso «i prezzi sono comunque aumentati anche durante la crisi e per il 2010 si attendono nuove tendenze al rialzo», commentano dal Cerm. Per Confesercenti, l’ andamento di dicembre è il risultato della recessione. «E’ una buona notizia – commenta il presidente nazionale Confesercenti, Marco Venturi -,ma è anche lo specchio della crisi, del profondo rosso dell’ anno appena trascorso, che ha registrato un andamento negativo del Pil pari a -4,8%, nonché al senso di responsabilità delle imprese che hanno contribuito al contenimento dei prezzi ». Sul fronte dell’ alimentare, Coldiretti segnala che nel 2009 sono tornati a crescere i consumi (+0,4% in quantità). «Un segnale importante per la ripresa economica generale, poiché nelle famiglie quasi un euro su quattro si spende per la tavola. A frenare il debole segnale di ripresa è il fatto che i prezzi degli alimentari sono aumentati durante l’ anno, nonostante il crollo dei listini agricoli alla produzione». Tuttavia, il crollo dei prezzi sui campi, secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, a dicembre ha bloccato la corsa degli agroalimentari sugli scaffali «riportando i listini al dettaglio su livelli più accessibili, anche se alcuni prodotti rimangono ancora cari ».

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