Ma secondo il Codacons acquisti calati del 15%
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Negozi presi d’ assalto, lunghe file davanti alle vetrine e traffico in tilt. Per il primo giorno di saldi, ieri è stata una partenza col botto. Almeno per numero di presenze. A Roma ne ha risentito anche il traffico con 12 km di code sulla Pontina verso l’ outlet di Castel Romano. Ai romani si sono aggiunti migliaia di turisti che hanno sfruttato il ponte di Capodanno. Il Centro nel pomeriggio è stato "pedonalizzato" (il massiccio afflusso di pedoni ha di fatto bloccato i mezzi pubblici) e in serata il traffico si è paralizzato sul Lungotevere. Non solo Roma. Anche altre importanti piazze dello shopping: Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia ieri hanno fatto da apripista. Otto per ora le regioni interessate: Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia e Veneto. L’ ultima regione ad avviare i ribassi, il 10 gennaio, sarà invece la Valle d’ Aosta. C’ è chi vuole spendere poco, molti quelli che approfittano del primo giorno di saldi per dare un’ occhiata e valutare il prezzo, visti anche gli sconti in certi casi convenienti (si va dal 20 al 70%). Da nord a sud centinaia di persone davanti alle vetrine. A farla da padrone soprattutto boutique monomarca e griffe: D&G, Prada, Gucci, Luis Vuitton, Burberry’ s, Cesare Paciotti, Eddy Monetti, Ferragamo, Fendi, Hogan, Tod’ s e Fay. Uno shopping da oltre 8 miliardi di euro. A tanto ammonterà la spesa che le famiglie italiane dedicheranno agli attesi saldi invernali. La stima è della Confesercenti: la spesa complessiva per il periodo delle vendite di fine stagione ammonterà a circa 8 miliardi e 200 milioni di euro, la gran parte dei quali, 6 miliardi e mezzo, sarà per abbigliamento e calzature. Ogni famiglia spenderà mediamente 340 euro, di cui 270 euro per scarpe, cappotti e maglie. Sette italiani su 10 non mancheranno al tradizionale appuntamento, per l’ esattezza il 69,3% dei consumatori secondo le stime di Confcommercio. L’ abbigliamento fa sempre la parte del leone registrando il 97,1% di preferenze, seguono calzature (76,5%), biancheria intima (39,4%), accessori come i guanti, cinte e cappelli (34,3%). Il 68,4% degli intervistati spenderà tra i 100 e i 300 euro per un capo con lo sconto, in particolare le donne, i giovani tra i 18 e i 24 anni e coloro che hanno più di 64 anni; gli uomini invece spenderanno di più, fino a 400 euro, soprattutto quelli del Nord Est e del Centro Italia. Strade dello shopping gremite ieri mattina a Napoli, da via Roma a via Chiaia, fino a via dei Mille e via Calabritto un fiume di persone alla ricerca dell’ affare. Stesse scene nella capitale: assaltate via Condotti, via Frattina, via del Corso, piazza di Spagna. Tutti sono d’ accordo su un punto: acquisti mirati, addio lusso causa crisi. Divise le associazioni dei consumatori. «Per la prima volta dal 2002 i saldi invernali registrano un incremento medio delle vendite rispetto al 2009 di circa il 5% – dice Carlo Pileri, presidente dell’ Adoc – con un aumento della spesa che sarà quasi del 10% in più rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 150 euro spesi a persona». Parla di flop invece Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Acquisti in calo del 15% rispetto al 2009». E c’ è chi denuncia, come Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it: «In base ad una indagine a campione condotta stamane a Napoli, Roma, Milano, Bologna, Palermo e Venezia, emerge che un consumatore su 3 non ha ottenuto il regolare scontrino fiscale. Abbiamo deciso di istituire una task force di volontari che durante tutto il periodo dei saldi si mescoleranno ai cittadini in cerca di occasioni. Lo scopo è quello di evitare le solite fregature legate ai saldi, e aiutare i consumatori nei propri acquisti. I Contribuenti italiani sono doppiamente danneggiati dalla mancata emissione dello scontrino fiscale: non possono denunciare la speculazione sui prezzi e non possono cambiare il prodotto se difettato».
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