I saldi arrivano in anticipo La spesa? 400 euro a famiglia
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fonte:
- Avvenire
DA ROMA Fino a pochi anni fa cominciavano tra l’ Epifania e la metà di gennaio. Ora, con gli effetti della recessione ancora in atto, i saldi invernali arrivano in anticipo: nelle maggiori città quest’ anno si parte il 2 gennaio, appena smaltito il Capodanno. Almeno ufficialmente. Perché non pochi negozi e catene stanno già cominciando a praticare gli sconti, in modo riservato. Archiviata una stagione pre-natalizia che i primi segnali danno ancora debole ma in lieve miglioramento rispetto a quella di un anno fa i saldi cominciano sabato prossimo a Napoli, Roma, Milano, Bologna, Palermo e Venezia. Domenica via ai ribassi anche a Trieste mentre a Genova e Torino si è deciso di aspettare il 5 gennaio. La stagione è attesa dai consumatori in cerca di risparmi ma è benvista anche dai commercianti che hanno la possibilità di smaltire l’ invenduto in un anno di «vacche magre» per il vendite al dettaglio. Non piace però agli operatori il fatto che l’ inizio dei saldi vari tra le diverse Regioni. Secondo un’ indagine di Confcommercio, il periodo andrebbe uniformato per dare a consumatori ed esercenti le stesse opportunità. Al contrario, il settore del commercio non è favorevole a una liberalizzazione dei saldi che, per il 55% non porterebbe a un aumento dei consumi. Posizioni sulle quali concorda anche Confersercenti. In base alla stessa indagine, il giro d’ affari degli sconti nel settore dell’ abbigliamento e della moda arriverà quest’ anno a 6,1 miliardi di euro (ma l’ anno scorso le previsioni furono di 7 miliardi), cioè il 21% dell’ intero fatturato annuo del settore, coinvolgendo oltre 14 milioni di famiglie. Per quel che valgono le medie, ogni famiglia spenderà nei prossimi giorni circa 400 euro. «Nel contesto della crisi – afferma il presidente di FedermodaConfcommercio Renato Borghi – il settore della moda è stato tra i più colpiti. Le vendite della stagione autunno-inverno sono state deboli, così le scorte nei negozi sono elevate. L’ ampia offerta di sconti, superiori in media al 40%, ci fanno sperare in una stagione dei saldi moderatamente positiva». Più prudenti le associazioni dei consumatori, che chiedono invece la liberalizzazione degli sconti. La corsa agli acquisti ribassati coinvolgerà meno del 50% delle famiglie, affermano Adusbef e Federconsumatori, e le vendite promozionali caleranno del 5% rispetto al gennaio scorso. Secondo il Codacons la diminuzione sarà anche maggiore mentre l’ Adoc, in controtendenza, prevede vendite in salita del 4,2%. Dietro il calendario ufficiale cresce intanto il fenomeno dei «saldi anticipati». Si tratta di sconti dei quali i clienti più affezionati dei marchi dell’ abbigliamento vengono informati in via riservata, con telefonate, sms ed e-mail. Oppure direttamente nel negozio ma senza pubblicità e cartelli, perché fino a sabato i ribassi sarebbero proibiti. Anche questo un segno che i vecchi saldi si stanno trasformando: sempre meno sconti di fine stagione e sempre più via alternativa ad acquisti che la crisi ha reso più sobri e oculati. Confcommercio: il periodo andrebbe uniformato per dare a tutti le stesse opportunità I consumatori: liberalizzare.
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