La Regione liberalizza le vendite promozionali anche nel periodo a ridosso dei saldi
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fonte:
- Il Mattino
La Regione liberalizza le vendite promozionali anche nel periodo a ridosso dei saldi, ma il provvedimento fa storcere il naso tanto agli esercenti quanto alle associazioni dei consumatori. Partiamo dalla Circolare, la n. 725.09/SP con cui l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Riccardo Marone, ha riproposto un atto già adottato lo scorso anno e che consente le vendite promozionali anche nel periodo immediatamente precedente le vendite di fine stagione (saldi). Un atto giustificato dall’assessore con «la perdurante e complessa situazione economica di stagnazione dei consumi, nonché le numerose richieste di ulteriori interventi pervenute dalle associazioni di categoria, del commercio e dei consumatori, in materia di vendite promozionali». In realtà l’atto manda in bestia praticamente tutti: i commenti più feroci sono della Confcommercio il cui presidente provinciale, Guido Arzano oggi sarà a Roma «per fare del caso Campania, una questione nazionale. Questa circolare determina una anarchia nel comparto, e finisce per affossare ancora di più il commercio. In Regione, ormai è evidente, non hanno capito assolutamente nulla di quanto sta avvenendo a livello congiunturale. Non è dato capire a quale logica risponda questo atto e quali finalità sottenda. Premerò a questo punto perché venga anticipata la stagione dei saldi». L’unico appiglio cui si aggrapperà la Confcommercio è la norma che impone un preavviso di almeno quindici giorni prima di avviare le vendite promozionali: «Chiederemo ai Comuni controlli rigorosi per il rispetto tassativo della legge» conclude Arzano. Ha un diavolo per capello anche il presidente cittadino di Confesercenti Matteo Caputo: «Questa circolare – dice – non fa che aggiungere caos al caos. Chi controllerà cosa? Ribadiamo con forza che ormai i saldi non servono a nulla se non a diffamare ulteriormente il comparto, tanto più se li si propone in un periodo, a ridosso delle festività natalizie, in cui non hanno alcun senso. Tant’è che a Natale ormai non si vende più». La circolare specifica «sentite le associazioni»? «Nessuno ci ha chiesto pareri. Forse l’assessore ha sentito solo qualche amico per poi varare un atto che crea soltanto un gran casino, una confusione da cui non sarà semplice uscire e che danneggia duramente soltanto il commercio pulito. L’assessore faccia piuttosto il suo dovere per rilanciare il comparto». «Ormai di certo non c’è più nulla – è il commento di Mimmo Sorgente, presidente provinciale della Cidec – con i commercianti che da un lato devono fronteggiare l’agguerrita concorrenza di outlet e grande distribuzione, e dall’altro devono subire provvedimenti paradossali. Oggi il Comune è impegnatissimo a far rispettare una norma, ormai superata da questo provvedimento regionale. E le multe fin qui elevate saranno ovviamente tutte impugnabili davanti al Tar. Chi ci rimette in tutto questo? Proprio chi rispetta le regole. Cosa suggeriamo? Di aspettare comunque i saldi». Per nulla entusiasti della circolare regionale finanche i consumatori: «Con tutti questi interventi normativi – è il commento di Enrico Marchetti del Codacons – non si fa altro che girare intorno al problema: sostanzialmente si anticipa la stagione dei saldi. Tanto vale allora cancellare l’attuale calendarizzazione e proporre saldi tutto l’anno, magari in un giorno fisso della settimana. Siamo convinti che così ci sarebbe un effetto traino sulle vendite e un effetto calmiere sui prezzi anche nelle altre giornate». E Giuseppe Sorrentino della Federconsumatori: «Occorre un tavolo interistituzionale, che coinvolga anche la Camera di Commercio, per formare ed informare i consumatori ma anche gli esercenti. La Regione pensa di risolvere la crisi dei consumi con le vendite promozionali? Così applica soltanto un cerotto su una frattura».
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