“Qui si respira peggio che a Pechino” Finiti i soldi, l´indagine resta a metà
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fonte:
- la Repubblica
(segue dalla prima di Milano) grande esperto di pneumologia del Policlinico, Allegra fa parte del pool degli specialisti milanesi che hanno elaborato l´indagine condotta in cinque ospedali di Milano, secondo la quale più di 53 mila persone, tra il 2007 e il 2008, hanno fatto ricorso al pronto soccorso a causa dell´aria inquinata. Non solo. In occasione dei picchi di inquinamento, l´assalto ai pronto soccorso è aumentato del 15 per cento, con una media di 7 ricoveri in più al giorno "causa smog". Questo studio, finanziato dal Comune, è ora finito sotto i riflettori. Sì perché è servito al Codacons per tornare alla carica sul problema dell´inquinamento, presentando un esposto alla magistratura che ha fatto scattare gli avvisi di garanzia indirizzati al governatore della Regione Roberto Formigoni, al sindaco Letizia Moratti e al presidente della provincia Guido Podestà. Di questa indagine, finita nell´occhio del ciclone, si è iniziato a parlare nel 2006, quando esperti come Allegra ma anche Sandro Amaducci, noto pneumologo del San Carlo, insieme agli altri colleghi milanesi, si pongono il problema di valutare, con dati e cifre attendibili, cosa succede negli ospedali quando le polveri sottili e le altre sostanze inquinanti sforano i tetti massimi consentiti, cosa che a Milano nel 2006 era successa 139 volte. «L´obiettivo – spiega Allegra – era quello di raccogliere i dati sul flusso di malati in pronto soccorso per patologie correlate all´inquinamento e metterli poi a confronto con i picchi dello smog forniti dall´Arpa, l´Agenzia regionale per l´ambiente». A finanziare la ricerca provvede il Comune, prima con l´assessore alla Salute, Carla De Albertis e, poi, con il suo successore, Giampaolo Landi di Chiavenna. Così i lavori partono, con la sigla "Poemi" che sta per "Pollution and emergencies in Milan", e si individuano 5 grandi ospedali milanesi (il Fatebenefratelli, il Niguarda, il Policlinico, il San Paolo e il San Carlo) che da soli coprono l´80 per cento dell´attività di pronto soccorso. «Ci siamo attrezzati – ricorda Allegra – per raccogliere tutte le cartelle cliniche legate a patologie cardio-respiratorie legate in qualche modo all´inquinamento». E così, giorno dopo giorno, si sono registrati ben 53.514 ingressi in pronto soccorso fortemente sospettati di essere correlati allo smog. Ma ecco nel dettaglio le cifre divise per patologia: 26.151 persone si sono rivolte ai medici per «infezioni acute alle vie respiratorie», 3.569 hanno avuto attacchi d´asma, 8.536 soffrivano di bronchite acuta, 5.689 di polmonite, altre 1.825 hanno avuto ricadute di bronco-polmoniti. E ancora: 4.324 accusavano scompensi cardio-circolatori, 1.697 presentavano sindromi coronariche acute e 1.723 erano stai colpiti da ictus. «Questo il panorama milanese che non è certo confortante – spiega Allegra – e dallo studio è emerso che il vero nemico è il particolato, il Pm10. Ma adesso si tratta di andare oltre e approfondire il confronto tra la mole dei nostri dati e quelli dall´Arpa. Peccato però non ci siano più i finanziamenti». I soldi sono finiti ma lo studio, il primo del genere mai fatto in Italia, ha lasciato, comunque, un contributo importante alla campagna contro l´inquinamento a Milano. Infatti, i medici dei 5 grandi ospedali della città sono riusciti a mettere il dito nella piega, a far emergere, in maniera scientifica, quanto l´inquinamento possa scatenare malattie dell´apparato cardio-respiratorio. I pneumologi non entrano nel merito delle indagini della magistratura, ma non hanno difficoltà a dire, come fa Allegra, che «respirare l´aria di Milano non fa bene alla salute». Tanto che lui, insieme a Paolo Narciso, Emilia Cantera, ha messo a punto un filtro per il naso capace di captare il 94 per cento delle polveri sottili. «Certo, non è una cosa per tutti – ammette – ma penso, ad esempio, ai vigili che stanno molte ore in mezzo al traffico inalando di tutto. Con questo piccolo dispositivo potrebbero mettere al riparo i loro polmoni dagli attacchi dei gas di scarico». Ma come funzionano questi "filtri"? Hanno la forma di eliche ricoperte di un gel biocompatibile capace di attrarre le particelle inquinanti e intrappolarle.
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