26 Novembre 2009

Vendite, piccoli negozi ancora in crisi

 
ROMA Dati in chiaroscuro sul fronte dei consumi. Secondo l’Istat, le vendite al dettaglio sono diminuite a settembre dello 0,1% rispetto ad agosto e dell’1,6% rispetto a settembre 2008. Nel terzo trimestre dell’anno sono diminuite dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre nei primi 9 mesi dell’anno il calo è stato del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Per gli alimentari si è registrato un calo dello 0,2% rispetto ad agosto e dell’1,4% rispetto a settembre 2008. Nei primi 9 mesi dell’anno il calo è stato dell’1,7%. Le vendite dei prodotti non alimentari sono diminuite dello 0,1% rispetto ad agosto e dell’1,7% rispetto a settembre 2008. Nei primi 9 mesi dell’anno il calo delle vendite dei prodotti non alimentari è stato del 2,2%. Nel complesso il calo delle vendite ha colpito prevalentemente le imprese operanti su piccole superfici (-2,5% il dato tendenziale a fronte del -0,1% della grande distribuzione) mentre la grande distribuzione tiene. In particolare vanno male i piccoli negozi di alimentari con perdite del 3,4% rispetto a settembre 2008 a fronte di un -0,1% della grande distribuzione. Nei primi 9 mesi dell’anno la grande distribuzione ha perso lo 0,4% a fronte di una flessione del 3,2% dei negozi più piccoli (-3,5% l’alimentare, -3,1% il non alimentare). Tra i settori che ancora sembrano essere in piena crisi, hanno subito un calo tendenziale consistente soprattutto le vendite di abbigliamento (-4,1%) e le calzature (-3,6%) ma anche l’informatica con un -1,8%. Crescono invece le vendite di elettrodomestici, radio e tv (+0,2%), i casalinghi (+1,5%) e la foto ottica (+0,7%). C’è «una tendenza alla stabilizzazione della domanda delle famiglie che conferma l’avvio di una lenta uscita dalla crisi e l’inizio di una fase di ripresa dei consumi», sottolinea la Confcommercio commentando i dati Istat sulle vendite al dettaglio. I consumi, sempre secondo la Confcommercio, «entreranno nel 2010 con un tasso di variazione finalmente positivo. In particolare, il moderato miglioramento delle dinamiche rispetto a quanto registrato nella prima parte dell’anno sembra coinvolgere in modo non omogeneo i diversi segmenti della domanda. Permane una situazione fortemente critica per l’abbigliamento e le calzature».  Il Codacons, invece, esprime preoccupazione, in particolare per il calo congiunturale nel settore alimentare, che, con un meno 0,2%, è risultato il più consistente. Il problema, spiega l’associazione dei consumatori in una nota, «è che i piccoli commercianti continuano imperterriti ad alzare i prezzi nonostante il calo della domanda. Ecco perché vendono meno e sono penalizzati dai consumatori, come dimostrato dal fatto che nel settore alimentare, su base annua, la grande distribuzione ha avuto un calo nelle vendite solo dello 0,1% contro il 3,4% delle imprese operanti su piccole superfici». «Se il fatturato e gli ordinativi industria di settembre hanno fatto registrare timidi segnali di recupero, sul fronte delle vendite al dettaglio i dati Istat descrivono una situazione ancora molto difficile, dato che la caduta dura almeno dalla fine del 2007», osservano gli analisti del centro studi Cerm.

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