CRISI:CONSUMI MEGLIO PREVISTO MA SPARITI 20 MILA NEGOZI/ANSA
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fonte:
- Ansa
CONFCOMMERCIO, NEL SETTORE 130 MILA I SENZA LAVORO A FINE ANNO
(ANSA) – ROMA, 11 NOV – Alla fine dell’anno in Italia si
conteranno quasi 20 mila negozi in meno e 130 mila lavoratori
del commercio saranno lasciati a casa. Lo scenario descritto
dalla Confcommercio è di crisi profonda, ma le aspettative
migliorano e l’associazione rivede in lieve rialzo le stime per
consumi e prodotto interno lordo.
Nel 2009 la crescita non cadrà del 4,8% bensì del 4,6%,
mentre i consumi scenderanno del 1,8% e non dell’1,9%. Un
miglioramento delle previsioni troppo timido per cedere a facili
ottimismi. Secondo l’associazione, infatti, "siamo tornati ai
livelli di consumi e Pil dell’inizio del 2000". E il 2010 non
consentirà il balzo in avanti necessario: per Confcommercio il
prossimo anno la crescita sarà dello 0,7% e i consumi faranno
segnare un più 0,6% .
Intanto la crisi morde, oltre 50 mila esercizi al dettaglio
hanno già chiuso nei primi 9 mesi del 2009 e a fine anno si
prevede un saldo negativo tra aperture e chiusure di circa 20
mila unità. In termini di disoccupazione il conto è amaro,
quest’anno perderanno il posto 130 mila lavoratori, cifra
destinata a crescere nel 2010, sfiorando quota 180 mila. E
spesso chi rimane è in cassa integrazione: nel commercio le ore
di cig concesse nei primi nove mesi del 2009 equivalgono da sole
all’ammontare complessivo di quelle totalizzate nell’ultimo
triennio, segnando un più +330% rispetto allo stesso periodo
del 2008.
"La coda della crisi è particolarmente insidiosa e dire che
nel 2010 potrà considerarsi tecnicamente conclusa la fase di
recessione non significa in alcun modo che si registrerà uno
scenario di crescita stabile e vigoroso", ha detto il
presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i
dati dell’indagine. Certo, ha aggiunto, "la grande depressione
é stata evitata e siamo prossimi al giro di boa", ma per dare
una spinta alla ripresa, secondo Sangalli, è necessaria "una
riduzione della pressione fiscale complessiva: di quella che
grava sui reddito da lavoro come di quella che pesa sulle
imprese".
"Ben venga allora un primo intervento sull’Irap",
accompagnato però da una "parziale detassazione delle
tredicesime per i livelli di reddito medio bassi". Secondo
l’ufficio studi dell’associazione, un eventuale taglio per i
redditi al di sotto dei 75 mila euro annui costerebbe allo Stato
5,47 miliardi di euro e porterebbe nelle tasche di oltre 27
milioni di persone 200 euro in più. Verrebbe dato così un po’
di ossigeno alle famiglie italiane che, oltre alle conseguenze
della crisi, devono affrontare spese fisse sempre più pesanti:
bollette e affitti assorbono il 40% degli esborsi totali. Per
consumatori e sindacati il dato è grave: secondo il segretario
confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, l’indagine "si
contrappone a una realtà virtuale, fatta di ottimismo" e,
visto lo scenario, il Codacons propone di "anticipare i saldi a
dicembre, prima del periodo natalizio".
(ANSA).
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