Confcommercio: “Consumi in ripresa” Ma il Codacons ironizza: alimentari in calo perché c’è meno appetito?
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- Libertà
ROMA – I consumi in Italia si sono mossi in maniera quasi impercettibile ad agosto (+0,1%) confermando però i segni positivi riscontrati nei due mesi precedenti. Ma i consumi delle famiglie nei settori alimentare e casa sono in deciso calo del -2,6% a conferma delle difficoltà dell’economia reale. Più fiducia – L’indicatore dei consumi della Confcommercio registra anche a crescita di agosto su base congiunturale con un aumento dello 0,6%. Accanto a questi indicatori lampeggia quello del «clima di fiducia» da parte delle famiglie che a settembre sarebbe in crescita attestandosi sui livelli di inizio 2007. Le imprese del settore vedono invece ancora «nero» con pessimismo dettato dai magri incassi. Tanti telefoni – Cosa e dove «consumano» gli italiani? Premiano anzitutto il segmento delle comunicazioni che fa segnare un +1,4% sul livello congiunturale mentre l’aumento tendenziale di agosto si focalizza essenzialmente sulla domanda relativa ai servizi. Fanno da traino i «servizi ricreativi» che hanno fatto registrare una crescita rispetto all’agosto 2008 dell’1,9% grazie alla componente dei giochi pubblici, in particolare del Superenalotto. In lieve crescita l’acquisto dei Cd e supporti per la registrazione di suoni e immagini. Ristoranti e alberghi vanno meglio con una moderata crescita dell’1,1% in termini tendenziali grazie agli italiani che hanno scelto di trascorrere le ferie in Italia. Più auto, meno scooter – Migliora anche il segmento della mobilità ma in misura inferiore, su base annua, a quella dei mesi precedenti per le difficoltà nella vendita di moto e scooter e nel calo di viaggi aerei e di consumi di carburanti. Tutti fattori che trascinano la variazione congiunturale sul segno negativo (-2,6%). Vanno male abbigliamento, casa e alimenhtari cioè le spese fondamentali delle famiglie con una diminuzione del volume del 2,6% rispetto all’agosto dello scorso anno. In calo i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi del 2,1%. Decremento (-1,2% ad agosto) anche negli acquisti di capi di abbigliamento e calzature. Detassare le tredicesime – Forte di questi segnali «deboli ma continui», il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli incalza il governo. Chiede il sostegno alla ripresa con una riduzione della pressione fiscale sul lavoro, con la detassazione delle tredicesime e con incentivi ai consumi anche ai settori che non sono del comparto auto. E’ l’unico modo «per uscire presto e bene da una crisi che ha causato la perdita di molti posti di lavoro e che, soprattutto nel commercio, si è fatta sentire». Ma quale ottimismo? – Il Codacons, una delle associazioni dei consumatori, si chiede dove la Confcommercio veda questi segnali di ripresa e perché sfoderi tanto ottimismo: «Sono abbagliati dal sole di agosto» eppure nel primo semestre «hanno chiuso 36 mila punti vendita al dettaglio». Il Codacons evidenzia quel «meno 2,1% nelle quantità vendute per il settore alimentare. Se gli italiani acquistano meno cibo, vuol dire che hanno meno appetito? ».
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