Saldi: una ciambella di salvataggio per i commercianti
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fonte:
- La Sicilia.it
Quando l’economia girava, i consumatori ne approfittavano per rifarsi il guardaroba e risparmiare, e i commercianti per fare cassa, gestire le scorte di magazzino e pianificare con calma la stagione successiva. I saldi estivi che cominciavano puntualmente il secondo sabato del mese di luglio, per concludersi il 15 settembre, erano qualcosa di molto diverso da quello che sono oggi, in tempo di crisi: una ciambella di salvataggio per i commercianti in crisi di liquidità, per coprire costi e stipendi, e per i consumatori un richiamo per nulla irresistibile a lanciarsi negli acquisti, visto che anche lo shopping più conveniente deve essere attentamente valutato, e se è il caso rinviato a tempi migliori. Logico che in questo contesto una settimana in più o in meno non risulta decisiva, anche se per molti commercianti potrebbe rappresentare l’«ossigeno» indispensabile per evitare il peggio. Di questo si discuterà oggi a Palermo, nel corso di una riunione fissata nella sede del dipartimento Commercio dell’assessorato regionale, dove sarà con ogni probabilità accolta la richiesta avanzata da Confcommercio e Confesercenti siciliane, che hanno proposto di anticipare di sette giorni i saldi, fissando l’inizio della stagione per sabato 4 luglio, mentre la conclusione rimane comunque quella del 15 settembre. «È un anticipo che per molti commercianti può essere utile per fronteggiare problemi di liquidità in una fase che permane critica – spiega il dirigente di Confcommercio Catania Francesco Sorbello – e tuttavia è ormai necessario rivedere una legge che risale al 1994 e che non è più adeguata. Anche quest’anno dobbiamo segnalare che c’è già chi ha cominciato i saldi a discapito di quanti rispettano la legge, e sollecitiamo controlli più attenti». «Il problema è che le famiglie catanesi hanno progressivamente diminuito la loro propensione a spendere – dice il direttore di Confesercenti Salvo Politino – e anche a nostro avviso la normativa sui saldi è da rivedere, ma senza giungere alla liberalizzazione». Di parere diverso il Codacons, che con il segretario nazionale Francesco Tanasi chiede alla Regione non solo l’anticipo, ma la definitiva liberalizzazione dei saldi. «I commercianti potranno scegliere quando e come effettuare gli sconti – afferma – e si avrà una diminuzione generale dei prezzi spalmata su tutto l’arco dei 12 mesi. Una legge è necessaria, regolando con un unico articolo l’intera gestione dei saldi, nel rispetto delle esigenze di consumatori e commercianti».
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