20 Maggio 2009

Ripetitori telefonici, chiesti limiti più severi

 Ripetitori telefonici, chiesti limiti più severi L’associazione propone di dimezzare il livello massimo di emissioni

 «Lo sportello elettrosmog attivo presso il Codacons si occupa degli effetti provocati dalle onde elettromagnetiche sulla salute umana – denuncia il Codacons – infatti le apparecchiature che producono campi elettromagnetici possono causare inquinamento nell’ambiente circostante provocando con la lunga esposizione e soprattutto con la «vicinanza» ai suddetti impianti danni fisici e psichici alle persone. Studi epidemiologici condotti a livello mondiale hanno dimostrato che l’esposizione inconsapevole e protratta nel tempo può causare malattie gravi come la leucemia. Sotto accusa sono soprattutto le stazioni radio base costruite su edifici abitati, scuole, ospedali, i telefonini che funzionano come impianti radio base in miniatura e, per l’alta frequenza, i tralicci elettrici».  «Il decreto emanato il 10.9.98 n. 381 regolamenta per la prima volta questa materia – scrive l’associazione dei consumatori di Carlo Rienzi – una conquista anche se minima ottenuta grazie al lavoro continuo di alcune associazioni impegnate in questa difficile materia, tra le quali vi è il Codacons. I limiti di esposizione fissati da questo decreto sono di 6 V/m per gli impianti costruiti nelle immediate vicinanze di case e in generale abitazioni, un valore che tuttavia prende in esame solo gli effetti a breve termine e non quelli a lungo termine che sono i più gravi e possono anche provocare tumori. Inoltre, nello stesso decreto è disposto che in ogni caso per la realizzazione di sistemi fissi di telecomunicazione i valori di campo elettromagnetico devono essere più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione. Quindi è possibile effettuare una perizia tramite società private oppure enti sanitari pubblici, come l’I.S.P.E.S.L., per verificare l’entità dei valori di esposizione ai campi elettromagnetici provocati da apparecchiature che insistono nella vicinanza della propria casa e nel caso superino i 6 V/m chiedere la sospensione del funzionamento o addirittura la rimozione degli impianti.  Il Codacons, tuttavia, non è pienamente soddisfatto di questo decreto che non realizza il massimo della cautela. Infatti l’iniziale proposta avanzata dall’I.S.P.E.S.L. per la fissazione dei limiti di esposizione da far rientrare nel decreto in oggetto era di 3 V/m, un valore oltre il quale, in base a studi scientifici, già è possibile che vi sia pericolo per la salute. Quindi lo scopo della nostra associazione è informare la popolazione sui rischi per la propria salute provocati dalla diretta esposizione ai campi elettromagnetici e convincere le società di telefonia mobile ad adottare le migliori misure tecnologiche». www.codacons.it

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