17 Aprile 2009

Tra gli alimentari aumenti per frutta e verdura

Inflazione in frenata: ai minimi dal 1969
  Istat: a marzo i prezzi sono cresciuti solo dell’1,2%. Scajola: «Dati incoraggianti» Drastici cali dei trasporti: -11,9% sui biglietti aerei
Tra gli alimentari aumenti per frutta e verdura

 

 
ROMA A marzo i prezzi in Italia sono cresciuti dell’1,2% rispetto a un anno prima fissando l’inflazione al livello più basso dal 1969: la conferma arriva dall’Istat che sulla base dei dati definitivi rileva un aumento medio dei prezzi rispetto al mese precedente dello 0,1%, quando l’inflazione era all’1,6%. Rispetto a febbraio sono diminuiti i prezzi dei trasporti (-0,4%) e del comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%) mentre gli alimentari rallentano la corsa segnando un +0,1% e portando l’aumento tendenziale al 3%. L’andamento degli alimentari è stato possibile grazie al calo a febbraio dei prezzi di pane e cereali (-0,1%), pesce (-0,3%) e latte e formaggi (-0,2%) mentre quelli di frutta e verdura tornano a crescere (+0,6% e +1,4% congiunturale). Se su base annua i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 3% quelli delle bevande alcoliche e dei tabacchi sono saliti del 5,2% (+1% su febbraio). Per il comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili il -0,1% rispetto a febbraio ha portato il tasso di inflazione annuo al 3,4%. I trasporti, soprattutto grazie al crollo dei prezzi dei biglietti aerei (-11,9% su febbraio, -22,8% su marzo 2008) hanno registrato un calo dei prezzi dello 0,4% congiunturale e del 3,4% tendenziale. Il prezzo dei carburanti e lubrificanti in generale è diminuito dello 0,2% su febbraio e del 16,6% rispetto a un anno prima, ma se per la benzina si è registrato un aumento su febbraio dell’1,8% (-15,9% tendenziale) per il gasolio la riduzione dei prezzi a marzo su febbraio (-3,9%) ha portato il calo tendenziale al 22,6%. I prezzi di ristoranti e bar sono cresciuti dello 0,1% congiunturale e del 2,7% su marzo 2008 (a livello più che doppio rispetto alla media) mentre per gli alberghi il +0,1% sul mese ha portato il tasso a marzo a -2,8%. I prezzi del vestiario sono cresciuti dello 0,1% su febbraio e dell’1,4% rispetto a marzo 2008 mentre gli «affitti reali» nonostante siano rimasti invariati rispetto a febbraio registrano un +3,6% rispetto a un anno prima. Tra le città più virtuose sul fronte dei prezzi ci sono Milano (-0,2% su febbraio e +0,7% su marzo 2008) e Venezia (-0,2% congiunturale e +0,6% tendenziale) mentre Roma segna un +0,1% su febbraio e un +1% rispetto a marzo 2008. I prezzi sono invece cresciuti di più rispetto alla media a Napoli (+0,2% congiunturale e +2,1% tendenziale), a Perugia e Trieste con aumenti sul mese precedente dello 0,2%. I dati sull’inflazione sono stati definiti «incoraggianti» dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola mentre la Confesercenti che pure parla di un dato confortante sottolinea le preoccupazioni per i rischi di deflazione. I consumatori invece segnalano come i prezzi degli alimentari continuino a crescere e come questo pesi in modo significativo sulla spesa delle famiglie italiane.  Secondo i calcoli del Codacons gli aumenti del 2009 peseranno complessivamente per 692 euro a famiglia mentre per l’Adoc la speculazione sugli alimentari ha impedito, nonostante il calo dell’energia, la diminuzione dei prezzi danneggiando le famiglie per circa 2.000 euro all’anno. Secondo Confagricoltura i dati definitivi di marzo dell’indice dei prezzi al consumo dell’Istat confermano «il ritardo dei prezzi di alcuni generi alimentari a reagire al rientro delle tensioni sui mercati delle materie prime»: il tendenziale al consumo dei prodotti alimentari presenta una crescita del 3% in un anno (marzo 2009 su marzo 2008), mentre i prezzi all’origine dei prodotti agricoli siano calati, nello stesso periodo, dell’11,4%. Per il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, «con il diminuire dei prezzi all’origine c’è, com’è naturale, un rallentamento della dinamica dei prezzi al consumo e nei prossimi mesi con ogni probabilità ci sarà addirittura la possibilità di generalizzate riduzioni dei prezzi».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this