Internet e spot, l’Antitrust multa Telecom
-
fonte:
- Corriere della Sera
MILANO – Sembra un paradosso, ma i primi a «lamentarsi » dell’ennesima maximulta comminata ieri dall’Antitrust a Telecom Italia ancor prima dell’annuncio di un ricorso al Tar da parte dell’operatore telefonico sono state le associazioni dei consumatori. Nel documento firmato dal presidente dell’authority, Antonio Catricalà, che ha anche multato Wind per 165 mila euro, si parla come le altre volte di «pratiche commerciali scorrette »: la principale delle tre sanzioni è quella da 285 mila euro per Internet Alice 7 mega. L’accusa è che la velocità di navigazione non si avvicini nemmeno come valore di punta a quanto promesso con il nome dell’offerta. Sommando anche le due per la promozione di Tim Sogno e Chiara di Tim il conto per il gruppo telefonico sale a 735 mila euro. Non poco se si considera che la multa giunta per le suonerie solo il 23 marzo scorso era stata di 640 mila euro mentre quella per le variazioni unilaterali tramite sms, accesissimo caso della scorsa estate, era stata di mezzo milione. Anzi, se si prendono le principali multe dell’Autorità garante per la concorrenza verso Telecom Italia dal giugno del 2008 il conto non considerando gli appelli e le decisioni del Tar che potrebbero annullare alcune multe sfiora i 3,8 milioni. E dunque? Come mai l’insoddisfazione di Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Unione Nazionale dei Consumatori? «È evidente che le multe non sono un deterrente per i comportamenti scorretti dei gestori telefonici hanno fatto sapere Elio Lannutti e Rosario Trefiletti è come multare con 30 euro il proprietario di una Ferrari per eccesso di velocità ». Stesso registro per Carlo Rienzi del Codacons («le sanzioni fanno appena il solletico ai bilanci degli operatori che con le pratiche scorrette incassano milioni e milioni») e Massimiliano Dona dell’Unc («Il tetto delle sanzioni va alzato »). D’altra parte non è un mistero che i consumatori aspettino ancora la class action in Italia, rimandata a data da destinarsi dal governo Berlusconi. Sempre nel perimetro Telecom, ieri è tornata alla carica la Commissione europea contro la riluttanza dell’Agcom a notificare a Bruxelles il via libera agli impregni presi dal gruppo telefonico per garantire l’accesso dei concorrenti alla rete. Pronta la replica del garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò: «Rapporti improntati a spirito di cooperazione».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
-
Tags: agcom, alice, antitrust, antonio catricalà , Carlo Rienzi, Class action, corrado calabrò, multe, sanzioni, Telecom, tim sogno, wind
