Il Codacons: tagliare i prezzi
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fonte:
- Il Gazzettino
Martedì 7 Aprile 2009, Roma Prosegue anche nel secondo mese del 2009 la contrazione dei consumi con una riduzione tendenziale del 4% in termini di quantità, dato non solo in linea con quanto registrato a gennaio (-4,3%), ma che porta, anche, a dodici i mesi consecutivi col segno meno confermando, quindi, come «la fase critica per i consumi non si sia ancora esaurita». Il dato dell’ultimo mese risulta, peraltro, significativamente peggiore rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2008 (+1%): è quanto emerge dall’analisi dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio relativo a febbraio 2009. «In linea con queste dinamiche – secondo Confcommercio – a marzo il clima di fiducia delle famiglie è tornato a scendere, dopo un bimestre caratterizzato da un moderato recupero. Particolarmente pesanti continuano a risultare gli effetti della riduzione della domanda interna ed estera sulla produzione industriale». Il dato di febbraio è «la sintesi di una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni (-5,1%), a cui si è continuata ad associare una riduzione della domanda per i servizi (-1,4%)». Nello specifico, la battuta d’arresto ha interessato la domanda di beni e servizi per la cura della persona; confermato lo stato di difficoltà per auto e abbigliamento, mentre tiene (a stento) l’Ict. Le associazioni dei consumatori si appellano al governo perché adotti misure a sostegno della domanda e avvii interventi straordinari a favore delle famiglie. Occorre andare «oltre le insufficienti e irrisorie risorse stanziate per social card e bonus famiglie» per le quali, affermano, finora «sono stati erogati 848 milioni di euro rispetto ai 3,1 miliardi previsti», affermano in una nota congiunta Rosario Trafiletti, presidente di Federconsumatori, e Elio Lannutti, presidente di Adusbef. Per superare la crisi i consumatori suggeriscono una defiscalizzazione del reddito fisso per lavoratori e pensionati, di un valore pari ad almeno 1.200 euro l’anno e una riduzione del 20% dei prezzi dei beni di largo consumo. Il Codacons chiede ai commercianti di «abbassare immediatamente i prezzi di almeno il 10%». Inoltre, il Codacons invita il governo a «rispettare quanto promesso, ossia social card per 1.300.000 destinatari. Visto che attualmente ne sono state erogate la metà».
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