Consumi a picco A febbraio -4%
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fonte:
- Messaggero Veneto
ROMA. La Confcommercio ha certificato che, anche a febbraio, per il dodicesimo mese consecutivo, i consumi si sono ridotti del 4% (a gennaio del 4,3%) a conferma che la fase critica non si è esaurita. Il dato di febbraio rappresenta «la sintesi di una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni – commenta la Confcommercio – pari a -5,1%, a cui si è continuata a associare una riduzione della domanda per i servizi (-1,4%9)». In particolare la flessione ha interessato la domanda di beni e servizi per la cura della persona e confermato le difficoltà per l’abbigliamento e l’auto (a marzo si vedranno i risultati degli incentivi). Per la Confcommercio uno degli indicatori della crisi è nel calo, che dura ormai da un anno, della domanda per i prodotti alimentari con una contrazione degli acquisti da parte delle famiglie dell’1% in valore e del 4,5% in quantità. Anche la domanda per beni e servizi ricreativi è calata del 1,6% con l’unica eccezione di quella per concorsi e pronostici. Poco meno del 2% la flessione per ristoranti e alberghi che riflette «sia la minore domanda degli italiani che la minore presenza dei turisti stranieri». A febbraio c’è stato anche il crollo del 16,4% di beni e servizi per la mobilità, legato alla diminuzione della vendita di vetture con un trend che già a marzo potrebbe invertirsui. I beni per la cura della persona, che nei mesi scorsi avevano retto, calano lievemente, in particollare per gli articoli di profumeria a cui si è associata la stagnmzione dei consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici. Per il Codacons il calo dei consumi conferma la necessità di una terapia d’urto: abbassare i prezzi di almeno il 10%. «La Confcommercio – chiede l’associazione dei consumatori – invii una lettera ai suoi iscritti per spiegare loro la legge della domanda e dell’offerta: quando la domanda cala i prezzi devono scendere e non salire». Inoltre il Codacons invita il governo a «rispettare quanto promesso, ossia social card per 1.300.000 destinatari. Visto che attualmente ne sono state erogate la metà». Anche le imprese vedono nero ma i giudizi sulle proprie condizioni operative «mostrano alcuni segnali di recupero». E’ il dato più significativo che emerge dall’indagine trimestrale di Bankitalia e Sole 24 Ore sulle condizioni di inflazione e crescita che fa segnare anche un miglioramento della valutazione sulle condizioni per l’invstimento e per l’accesso al credito.
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