BOLLETTA RECORD 46 MILA EURO NEL MILANESE,TIM L’ANNULLA/ANSA
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fonte:
- Ansa
USATA PER INTERNET SCHEDA TRAFFICO VOCE, RICONOSCIUTA BUONA FEDE
(ANSA) – MILANO, 25 MAR – Sarebbe entrato suo malgrado nel
Guinness dei Primati per aver pagato la bolletta telefonica più
alta d’Italia: oltre 46mila euro per soli due mesi. Ma per sua
fortuna, Salvatore Sica non la pagherà, perché la società
telefonica ha deciso di annullare ogni addebito, riconoscendo la
"buona fede del cliente relativamente all’errore commesso".
E’ finito così l’incubo di un uomo di Rozzano (Milano), che
qualche giorno fa si è visto recapitare un conto, per i mesi di
agosto e settembre 2008, da oltre 46mila euro, per un’offerta
della Tim ‘Tutto compreso professional 45’.
Sica ha denunciato l’accaduto al Codacons, spiegando di aver
comprato, insieme alla suocera, in un negozio di telefonia di
Milano, due cellulari per i figli, più una terza scheda sim da
usare con una chiavetta internet. Analizzate le possibili
alternative, aveva scelto una tariffa ‘all inclusive’, per una
spesa prevista a bimestre di 270 euro fisse alla quale, ha
spiegato, "sarebbe stata aggiunta qualche decina di euro in
caso di superamento della soglia prevista di minuti di
telefonate, numero messaggi e ore di navigazione".
Dopo due mesi, invece, è arrivato un conto da 46.046 euro
che, secondo il Codacons, ha infranto il record precedente di
23mila.
"Non riusciamo proprio a capire il motivo di questa bolletta
– ha spiegato Sica – leggendola si vede che solo nei primi
tre-quattro giorni sono stati addebitati 38mila euro. Ci
aspettavamo di pagare qualcosa in più dei 270 euro, ma non
questa cifra. Con quello che guadagno, 15mila euro se lavoro
tutto l’anno, ci impiegherei tre anni a pagare la bolletta,
senza poter pagare affitto, vitto o quant’altro".
La società telefonica ha spiegato che l’importo anomalo
"deriva da un errato uso delle schede sim" visto che "il
cliente ha utilizzato impropriamente la scheda esclusivamente
abbinata al traffico voce per effettuare connessioni ad internet
attraverso il pc, anziché quella abilitata al traffico dati,
generando così l’addebito di tale importo".
Per il 23 aprile era già stata fissata un’udienza di
conciliazione con la compagnia telefonica al Corecom (Comitato
regionale per le comunicazioni). Ma, grazie al felice epilogo
della vicenda, non sembrano più necessarie (almeno al momento)
azioni legali. (ANSA).
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