Potremmo anche trovarci di fronte a un caso di “omocodia”
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fonte:
- La Sicilia.it
L’ufficio legale del Codacons si sta occupando di una sospetta truffa perpetrata ai danni di una giornalista catanese, la quale ha avuto la sgradevole sorpresa di scoprire che qualcuno, usando il suo codice fiscale, ha contratto debiti insoluti. Ma potremmo anche trovarci di fronte a un caso di «omocodia» (una stortura del sistema fiscale che attribuisce in automatico lo stesso codice fiscale a due persone residenti nella stessa città, nate nello stesso giorno e che rechino nei nomi e cognomi simili, come per esempio Maria Russo o Maria Rosso). Ad ogni buon conto, l’associazione che difende i diritti dei consumatori sta presentando una denuncia è stata inoltrata alla magistratura.
La professionista catanese se n’è accorta quando si è vista rifiutare l’accesso al credito da parte di banche e finanziarie.
Per esempio, dopo avere chiesto a una compagnia telefonica di stipulare un contratto Adsl, ha ricevuto una comunicazione di rifiuto a causa del riscontro di posizioni debitorie non saldate. Successivamente ha chiesto un finanziamento di appena 2.100 euro per l’acquisto di un ciclomotore e la richiesta è stata respinta da due società finanziarie «perché a suo carico esistevano protesti e altre situazioni debitorie riguardanti la carta di credito».
Dopo qualche ricerca alla Camera di Commercio e al Crif (società che gestisce le banche dati dei finanziamenti) la giornalista ha scoperto che il proprio codice fiscale è stato (illegittimamente ?) usato per operazioni di finanziamento. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, spiega che si potrebbe appunto trattare di un caso, purtroppo non rarissimo, di «omocodia» o di una truffa.
Di fronte a casi di omocodia, l’anagrafe tributaria dovrebbe eliminare automaticamente l’inghippo, attribuendo un nuovo codice a entrambi i contribuenti, ma a quanto pare spesso il meccanismo si inceppa. Ogni anno, mediamente, di questi inghippi, secondo l’enciclopedia Wikipedia, se ne contanto 17.000. Il Codacons, a tal proposito, «mette in guardia tutti i consumatori e li invita a prestare la massima attenzione a quello che si firma, alle carte di pagamento che arrivano a domicilio alla documentazione riguardante finanziamenti e a non trascurare richieste di pagamento che dovessero arrivare al domicilio, chiedendo sempre chiarimenti e verificando la propria posizione».
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