3 Marzo 2009

L’inflazione rallenta,si ridimensionail prezzo della pasta i dati istat

L’inflazione rallenta,si ridimensionail prezzo della pasta i dati istat
 

ROMA. L’inflazione non si muove. A febbraio i prezzi sono aumentati dell’1,6 per cento (il dato sale a 1,8 per cento nel caso genovese), stesso tasso di crescita registrato a gennaio. L’indice armonizzato europeo è invece salito dall’1,4 per cento di gennaio all’1,5 per cento, con un andamento al rialzo comune anche a livello Ue, dove l’inflazione è salita in media a febbraio all’1,2 per cento dall’1,1 per cento del mese precedente. L’andamento dei prezzi è stato particolarmente altalenante tra i vari settori, a cominciare da due dei principali imputati delle impennate e delle gelate degli ultimi mesi: benzina e pasta. Secondo i dati resi noti dall’Istat, i carburanti si sono mossi infatti a febbraio in controtendenza rispetto agli ultimi mesi, tornando a registrare rincari su base mensile che non si vedevano da un bel po’. La benzina è aumentata rispetto a gennaio del 2,5 per cento, incremento che ha frenato la discesa tendenziale, passata dal -18,1 per cento di gennaio al -15,6 per cento del mese scorso. Stesso trend per il gasolio: a fronte di un aumento dell’1 per cento a febbraio rispetto a gennaio, su base annua la diminuzione dei prezzi è passata dal -17,6 per cento di gennaio al -15,6 per cento di febbraio. Si è mossa invece in modo inverso la pasta: il prezzo è diminuito, rispetto a gennaio, dell’1,8 per cento, mentre l’aumento tendenziale si è drasticamente ridimensionato, passando dal 25,4 per cento di gennaio al 16,5 per cento di febbraio. Anche per il pane, l’aumento congiunturale è stato dello 0,2 per cento, mentre su base annua il tasso di incremento dei prezzi è rallentato dal 2,7 per cento di gennaio al 2,3 per cento.  Le frenate di pasta e pane non bastano al Codacons che le giudica «ridicole» ed evidenzia come la discesa del tasso di inflazione registrata a gennaio si sia già fermata. Scettiche anche Adusbef e Federconsumatori: le associazioni calcolano infatti che se l’inflazione si attestasse nel 2009 all’1,6 per cento, il potere di acquisto delle famiglie subirebbe una diminuzione di 480 euro. Secondo le stime i prezzi dovrebbero però raffreddarsi ulteriormente nei prossimi mesi, fino a portarsi, sottolinea l’Isae, sotto l’1 per cento nei mesi estivi. Anche per la Confcommercio, esaurite le tensioni sugli alimentari, «è prevedibile che nei prossimi mesi, a meno di brusche e improbabili inversioni di tendenza sui prezzi delle materie prime energetiche o di interventi sui prezzi dei beni e dei servizi sottoposti a diverse forme di controllo pubblico, la tendenza al rientro dell’inflazione possa proseguire liberando, in parte, risorse a sostegno della domanda interna e del clima di fiducia delle famiglie». Il rallentamento preoccupa però la Confesercenti che lo giudica «bifronte»: la frenata dei prezzi sarebbe infatti confortante «se non preavvertisse il rischio deflazione».
 

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