13 Febbraio 2009

Nuovo mister prezzi. Ed è retromarcia sulla concorrenza

Nominato Mastrobuono, proteste dei consumatori. Dalla class action alle polizze, tutte le misure che stanno smontando le liberalizzazioni

 ROMA – Le associazioni dei consumatori lo chiamano già "Mr. Rincari". Luigi Mastrobuono è il nuovo garante dei prezzi nominato ieri dal ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, ma è stato accolto dalla diffidenza più assoluta.  Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori «Mastrobuono vanta nel suo curriculum la carica di segretario generale Confcommercio nonchè di vice direttore generale di Confindustria. Visto il comportamento del governo sempre più vicino ai commercianti e all´industria, riteniamo sbagliata la scelta del ministro». Il successore di Antonio Lirosi non paga solo il suo passato professionale (è stato anche ad della Fiera di Bologna e della Fiera di Roma), ma soprattutto le scelte del governo che finora ha sistematicamente abolito e ridimensionato tutte le norme a favore dei consumatori e della concorrenza. Il decreto milleproroghe ha congelato per la terza volta la class action in attesa di ulteriori depotenziamenti richiesti dagli imprenditori. Al contrario i tassisti ora sono ancora più protetti dalla concorrenza indiretta delle auto a noleggio con conducente. La stessa istituzione di Mr Prezzi è stata ridotta, una scelta che ha contribuito alle dimissioni di Lirosi. Altri provvedimenti sono in arrivo: nel disegno di legge sullo sviluppo le compagnie di assicurazione stanno tentando d´incassare il ritorno agli agenti monomandatari e l´abolizione del diritto di recesso annuale dei contratti delle polizze danni (si potrebbe recedere solo una volta ogni cinque anni), nonostante il parere contrario dell´Antitrust e le proteste degli stessi agenti Aiba. Nonostante l´evidente effetto positivo sui prezzi e sull´occupazione prodotto dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco con quasi 3000 nuove parafarmacie aperte e l´assunzione di molti farmacisti che non disponevano dei mezzi per aprire un punto vendita, il Pdl ha presentato in Senato un disegno di legge che riduce le attività delle parafarmacie, con meno medicine vendibili e l´abolizione dell´obbligo della presenza di un farmacista laureato. Naturalmente sono congelate le altre riforme appena avviate, come quelle sulle tariffe di avvocati, notai e commercialisti, o quella sui servizi pubblici locali. «Non stupisce che il governo proceda per lo smantellamento delle liberalizzazioni – commenta Paolo Martinello di Altroconsumo – il governo ha mostrato chiaramente di voler difendere gli interessi delle categorie e delle professioni. Se mai sorprende la velocità e la determinazione con cui si procede su questo binario a danno dei consumatori».

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