Ma il Codacons contesta: dati sbagliati, neppure la tredicesima e i saldi hanno riportato fiducia
-
fonte:
- Messaggero Veneto
ROMA. Si attenua in dicembre la tendenza negativa dei consumi. A testimoniarlo è l’indicatore calcolato dall’ufficio studi di Confcommercio che in termini reali registra un calo dello 0,5%, dopo il crollo del 5% segnato in novembre. Il dato mostra miglioramenti per quasi tutti i beni e servizi, in particolare per gli alimentari e le bevande e segnala il permanere di una fase espansiva per le comunicazioni. Secondo Confcommercio, i numeri di dicembre confermano la previsione di una sostanziale tenuta dei consumi, «conseguenza anche di un comportamento delle famiglie nel periodo natalizio non particolarmente difforme da quanto tenuto negli anni precedenti». Nella media dell’anno le quantità acquistate hanno registrato una riduzione del 2,3% a fronte di una crescita nel 2007 dell’1,1%. Il dato di dicembre dell’indicatore è sintesi di una moderata flessione della domanda di beni (-0,4%), dato decisamente meno negativo rispetto alle pesanti diminuzioni registrate nel bimestre precedente, a cui si è associata, per il secondo mese consecutivo, una riduzione della domanda per i servizi (-0,7%). Nella media del 2008 entrambe le componenti segnalano valori negativi pari rispettivamente a -2,9% e -1,1%. È proseguita anche in dicembre la tendenza al rientro dell’inflazione, evoluzione sostenuta dalla decisa riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche e dall’attenuarsi delle pressioni sul comparto alimentare. I dei beni e servizi che compongono l’indicatore hanno fatto registrare una crescita dello 0,7%, in sensibile ridimensionamento rispetto ai valori raggiunti in estate. In termini tendenziali le diminuzioni più rilevanti hanno interessato i beni e servizi per la mobilità e le comunicazioni. Il governo deve fare i conti con il «disastroso» bilancio dei consumi 2008, «invece di incitare all’ottimismo e varare manovre del tutto irrisorie». Ad affermarlo in una nota sono Adusbef e Federconsumatori, che commenta i dati di Confcommercio sui consumi 2008. Le associazioni di tutela del consumo indicano la strada per aiutare le famiglie italiane a superare la crisi. «A nostro parere – scrivono – è indispensabile un tavolo di concertazione con tutte le parti sociali che definisca una moratoria, almeno per tutto il 2009, su prezzi e tariffe; l’adozione di misure per salvaguardare i redditi di chi è allontanato dal ciclo produttivo; una riduzione del carico fiscale per 1200 euro alle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati». Il Codacons, invece, «contesta con fermezza» i dati, considerati «sballati», forniti da Confcommercio sulla tenuta dei consumi nel periodo natalizio: secondo l’associazione dei consumatori, infatti, a Natale i consumi sono crollati e nemmeno i saldi anticipati sono serviti a salvare il settore abbigliamento e calzature. Il Codacons invita a considerare «l’Icc (l’Indicatore dei Consumi Confcommercio) in quantità, che è l’unico indice da considerare per valutare se ci sono stati effettivamente dei consumi in calo, visto che non si incorporano gli aumenti dei prezzi» e in questo caso «si registra un netto calo delle due voci principali che riguardano i regali di Natale», con un -3,1% per abbigliamento e calzature e un -2,5% per beni e servizi per la casa.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: abbigliamento, acquisti, alimentari, calzature, comunicazioni, Confcommercio, consumi, Natale, Prezzi, regali, Saldi
