5 Febbraio 2009

La Confcommercio fa il bilancio del 2008. Il Codacons: sballato

Consumi in calo, ma non in dicembre
 La Confcommercio fa il bilancio del 2008.  Il Codacons: sballato

 
ROMA. Consumi in diminuzione nel 2008, ma dicembre tiene soprattutto grazie agli alimentari. Lo sottolinea la Confcommercio nella sua indagine congiunturale secondo la quale nell’intero 2008 i consumi sono scesi dello 0,1% a prezzi correnti ma la quantità di beni e servizi acquistati (tenendo quindi conto dell’aumento dei prezzi) è diminuita del 2,3%. A dicembre – spiega l’associazione – si è registrato un aumento dei consumi a prezzi correnti dello 0,2% rispetto a dicembre 2007. Se si considerano le quantità acquistate si è registrato un calo tendenziale pari a -0,5%. Un dato in netto miglioramento rispetto al -5,0% segnato a novembre. Secondo l’indice dei consumi di Confcommercio (ICC) i consumi hanno tenuto a dicembre soprattutto grazie agli acquisti natalizi, in linea con quelli degli anni scorsi. A dicembre il dato degli acquisti in quantità (-0,5%) è dovuto a un calo dei consumi di servizi (-0,7%) più che una diminuzione degli acquisti di beni (-0,4%) per i quali comunque l’aumento dei prezzi è stato più contenuto. Nel 2008 complessivamente il calo degli acquisti nelle quantità (-2,3%) risente del freno soprattutto sui beni (-2,9%) mentre i servizi segnano un -1,1%. Sempre considerando l’indice per le quantità reale di beni e servizi acquistati (e quindi depurato dall’inflazione) si registra un calo significativo nel 2008 soprattutto per i beni e servizi per la mobilità (-9,5% nell’anno, -5,8% tendenziale a dicembre) ma anche per i beni e servizi ricreativi (-3,4% sull’anno, -2% tendenziale a dicembre) e per gli alimentari (-3,6% in media 2008 ma -0,6% a dicembre con una tendenza quindi a lasciare inalterate le quantità acquistate nel comparto). Non si smette invece di comprare beni e servizi per le comunicazioni (+7% nell’anno, +9,8% a dicembre) e i beni per la cura della persona (+2,3% nel 2008, +2,4% a dicembre). Abbigliamento e calzature continuano a segnare il passo (-3,2% nel 2008, -3,1% a dicembre confermando la tendenza dei consumatori a spostare gli acquisti a gennaio con i saldi) così come gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-2% nell’intero anno, -1,6% a dicembre).  Il Codacons, da parte sua, contesta con fermezza i dati, considerati sballati: secondo l’associazione dei consumatori, infatti, a Natale i consumi sono crollati.  Lo stesso Codacons invita a considerare l’ICC in quantità, che è l’unico indice da considerare per valutare se ci sono stati effettivamente dei consumi in calo, visto che non si incorporano gli aumenti dei prezzi e in questo caso «si registra un netto calo delle due voci principali che riguardano i regali di Natale», con un -3,1% per abbigliamento e calzature e un -2,5% per beni e servizi per la casa. «Se a questo, poi, aggiungiamo che a Natale, pur di ravvivare i consumi, i negozianti, in violazione delle leggi, avevano fatto i saldi anticipati con sconti del 30%, anticipando le vendite di gennaio 2009, e che, sempre secondo l’ICC del dicembre 2007, il Natale di allora era già stato magro e quelle stesse voci avevano già registrato un calo consistente, ci domandiamo come possa l’organizzazione ritenersi ottimista sui consumi degli italiani».

 

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