Riscossione. I dati di Equitalia Cartelle 2008, contestazioni a quota 300mila
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Sono circa 300mila le cartelle contestate dai contribuenti tra tutte quelle arrivate nel corso del 2008. Contestate o davanti ai giudici tributari oppure per le quali il contribuente segnala il mancato discarico da parte dell’ente impositore o casi simili. In pratica su 17 milioni di cartelle di pagamento che sono state spedite ai contribuenti durante l’anno – sottolinea Equitalia – meno del 2% sono state contestate. Risultano, poi, in calo le azioni esecutive sugli autoveicoli e le iscrizioni ipotecarie sulle abitazioni. Infine, fa sapere sempre la società pubblica di riscossione, in soli dieci mesi sono state gestite più di 200mila richieste di rateazione delle cartelle che aiutano i cittadini a saldare il loro debito con lo Stato. La contestazione delle cartelle, in realtà, in molti casi avrebbe per oggetto la legittimità del tributo, come la mancata comunicazione dello sgravio effettuato (per lo più dai comuni) o situazioni analoghe. Più raramente toccherebbe la procedura adottata dal concessionario. Anche in questo quadro Equitalia mette in evidenza che la quota di cartelle contestate, «del tutto fisiologica», si affianca a una crescita dei volumi della riscossione: oltre 6,5 miliardi nel 2007 (+34% rispetto al 2006); più di 7 miliardi nel 2008 (+4,1% rispetto all’anno precedente). La società di riscossione registra una contrazione del 35% per le azioni sugli autoveicoli, con i preavvisi di fermo che nel 2008 sono stati un milione e 124mila. Di questi, solo la metà è stata trasformata in fermo effettivo. Diminuiscono di oltre il 50% le iscrizioni ipotecarie sulle abitazioni, che da 270mila sono passate a 112mila. Più in generale, nel 2008 sono stati inviati due milioni e mezzo di solleciti di pagamento, che hanno l’obiettivo di permettere ai cittadini un’ulteriore verifica sulla propria posizione debitoria, prima che siano attivate procedure esecutive. Equitalia comunica anche che mercoledì scorso è stata abolita la prima maxi rata, in applicazione della direttiva di gruppo n. 2 del 2009, che rende più agevole il pagamento dei de-biti iscritti a ruolo ( si veda«Il Sole 24 Ore » del 15 gennaio). Il quadro definito da Equitalia contraddice le segnalazioni fatte in questi giorni da diverse associazioni. Per esempio il Codacons aveva segnalato l’arrivo di «migliaia di segnalazioni » sul blog del presidente, Carlo Rienzi, in seguito alla trasmissione «Mi manda Rai 3», che è andata in onda venerdì scorso (durante la puntata è stato effettuato un collegamento telefonico con il direttore dell’ agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che, tra l’altro, aveva chiesto le modalità in base alle quali le associazioni fondano le cifre fornite, ndr). Segnalati anche alcuni casi «limite », tra cui un sollecito a un contribuente, in realtà deceduto da 16 anni. Il Codacons ha chiesto una serie di interventi, tra cui la sospensione della riscossione per 90 giorni, per consentire in questo termine di mettere in rete enti impositori ed esattori.
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