Proteste contro l’aumento del fisso di Telecom
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
A seguito dell’autorizzazione concessa a Telecom Italia dall’Autorità per le comunicazioni e relativa all’aumento del canone per la telefonia fissa, il Codacons annuncia ricorso al Tar. Il canone residenziale Telecom, infatti, aumenterà dal primo febbraio, passando da 12,14 euro a 13,4 euro, con incremento pari a un 1 euro e 26 centesimi al mese. L’aumento proposto, giustificato da Telecom come un parziale recupero dell’inflazione verificatasi negli ultimi sei anni, è stato accolto da Agcom in quanto inferiore rispetto al recupero dell’inflazione. «Questa scelta – commenta il Codacons – non tiene conto né della proporzionalità né tanto meno della giustificazione dell’aumento stesso. Oltre tutto la richiesta di Telecom Italia di aumento del canone residenziale a parità di servizi offerti e senza un supporto giustificato in termini di aumenti dei costi (semmai i costi sono addirittura scesi) appare dunque configurare il tentativo di sfruttare ancora una volta la propria posizione dominante al fine da conseguire una rendita di monopolio e sottrarsi alla pressione competitiva». «L’aumento del canone – prosegue l’associazione – potrà quindi essere usato da Telecom con finalità escludenti della concorrenza, come ad esempio l’aumento delle spese destinate alla pubblicità. C’è da chiedersi inoltre come mai – conclude il Codacons – il Presidente Calabrò abbia deciso di concedere un aumento di 1 euro e 26 centesimi addirittura superiore rispetto all’euro di cui Telecom Italia si sarebbe «accontentata». Intanto nei giorni scorsi alcuni rappresentanti dell’associazione si sono recati presso la sede romana dell’Agcom, al fine di visionare gli atti del procedimento che si è concluso con la concessione di aumento del canone alla Telecom, ma sono rimasti a mani vuote. Il responsabile del procedimento ha rifiutato di far vedere tutte le note di valutazione dell’Autorità relative alla richiesta di aumento dell’operatore telefonico, unici documenti che potevano rendere trasparente il provvedimento e far capire in base a quali parametri l’Agcom abbia concesso l’incremento. Dal momento che il rifiuto degli atti rientra nell’ipotesi di omissione di atti d’ufficio, è stato inevitabile per il Codacons denunciare l’Autorità in Procura. Ma non basta. Dall’esame della domanda presentata da Telecom si è rilevato, infatti, che l’unico fondamento della richiesta di aumento sarebbe stato l’incremento del tasso d’inflazione. L’Autorità per le comunicazioni sembra aver considerato il gestore telefonico come un operaio costretto, a causa dell’inflazione, a spendere di più per l’alimentazione o l’abbigliamento, e non come una società che nel tempo ha diminuito i costi». www.codacons.it
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