9 Dicembre 2008

Al via gli acquisti natalizi nel segno della “prudenza”

Messaggio di ottimismo della Confcommercio di Roma, ma le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme

Natale di crisi, con l’occhio rivolto ai regali, ma anche al portafoglio. È il segnale che arriva da questo ponte dell’Immacolata per quanto riguarda i consumi. Anche se è ancora presto per mettere in fila dei dati e fare un bilancio, il weekend unito alla festività dell’8 dicembre forniscono un primo colpo d’occhio sull’andamento degli acquisti. E il termine «prudenza» sembra essere quello che più di tutti interpreta lo spirito del momento. Anche a Roma, dove però il via vai davanti alle vetrine è stato fitto, agevolato dalle belle giornate di sole. Il presidente della Confcommercio capitolina, Cesare Pambianchi, lancia un messaggio di ottimismo: «Tanta gente affolla i negozi, finalmente sono arrivati i primi acquisti natalizi», afferma, puntando il dito contro «tutte le Cassandre che hanno fatto previsioni fosche che sembrano non avverarsi». Adusbef e Federconsumatori non ci stanno e suonano un campanello d’allarme: «I negozi sono vuoti in tutta Italia, Roma compresa. Le spese di Natale si assesteranno a 6,5 miliardi di euro registrando un tonfo di oltre due miliardi rispetto agli anni passati».  Scende in campo anche il Codacons che chiede di anticipare i saldi al 15 dicembre. A Milano tutti in giro a guardare le vetrine, ma sono pochi gli acquisti. Un po’ dovunque lo shopping sembra sotto tono, complici, in alcuni casi, anche fattori esterni alla crisi dei consumi. A Torino non si è registrata la consueta folla dell’8 dicembre. A Firenze tanti turisti, ma vendite scarse: il calo, secondo le prime stime di Confcommercio e Confesercenti, si aggira sul 5% e lo scontrino «medio» per i primi regali natalizi non supera in genere i 40 euro. A Bari a remare contro ci si sono messe anche le restrizioni al traffico automobilistico nel centro cittadino per i non residenti. In molti hanno rimandato gli acquisti e tanti commercianti lamentano una sensibile riduzione delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A Palermo tanta gente per le strade tra sabato e domenica, ma pochi acquisti e ieri negozi chiusi, come disposto da un’ordinanza del sindaco che ha suscitato non poche polemiche. In Veneto è sembrato buono l’afflusso nei negozi, ma molti clienti sono usciti a mani vuote. Diversi, inoltre, i negozi sui cui da giorni campeggiano le indicazioni «liquidazione per chiusura» o «vendita promozionale», per attirare la clientela.

 

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