19 Giugno 2008

PARMALAT:PROCESSO EUROLAT A PEZZETTI, PARTE ATTI A ROMA

Il processo Eurolat, filone del


maxiprocedimento seguito al crac Parmalat, è stato sminuzzato.


Effetto delle eccezioni depositate nelle scorse udienze dai


legali delle difese del banchiere Cesare Geronzi e dell`ex Ad


Cirio, Riccardo Bianchini Riccardi.


Il Tribunale di Parma, accogliendo un`eccezione di


incompetenza territoriale, ha disposto che gli atti relativi


all`accusa di estorsione mossa nei confronti di Geronzi vengano


trasferiti alla procura di Roma, dove è in corso il processo al


crac Cirio. Stessa sorte anche per le imputazioni di concorso


nella bancarotta impropria di Eurolat contestate tra gli altri


all`ex patron Cirio, Sergio Cragnotti, e allo stesso Bianchini


Riccardi. A Parma resta il processo per il fallimento della


società lattiero casearia contro Fausto Tonna, ex direttore


finanziario di Parmalat, e Alfredo Gaetani, ex amministratore


delegato di Eurolat.


Un processo che il collegio presieduto da Eleonora Fiengo ha


deciso di riunire a quello principale contro Calisto Tanzi e gli


altri ex amministratori e sindaci di Parmalat. Respinta, invece,


la richiesta di sospensione del processo in attesa che la


Cassazione si pronunci sul ricorso depositato dalla procura di


Parma contro l`ordinanza di rinvio a giudizio firmata dal Gup


Roberto Spanò. Se la suprema Corte decidesse di accogliere il


ricorso (udienza fissata per il 16 ottobre), con il quale la


procura chiede di giudicare Geronzi anche per concorso in


bancarotta fraudolenta e distrazione, questo procedimento


dovrebbe tenersi a Parma nell`ambito del `filone` principale che


é stato rinviato al 25 settembre quindi prima della decisione


della Cassazione, che dovrà esprimersi sulla possibilità di


contestare a Geronzi anche alcuni episodi distrattivi legati


alla bancarotta di Eurolat, che il giudice Spanò in sede di


udienza preliminare aveva ritenuto non compatibili con l`accusa


di estorsione. Sempre nell`ambito del processo al crac, il


collegio ha deciso di non ammettere la costituzione di parte


civile presentata dalle associazioni Adusbef e Codacons, perché


giudicate “non portatrici di interessi patrimoniali propri“


pur consentendo la costituzione in giudizio dei singoli


danneggiati che le due organizzazioni assistono. La società


Italaudit (ex Grant Thornton) è stata citata quale responsabile


civile.

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