8 Giugno 2008

“Stiamo studiando l`ipotesi del ricorso al Tar“

“Stiamo studiando l`ipotesi del ricorso al Tar“
Condivise le lamentele dei cittadini che stigmatizzano i costi elevati delle tariffee l`eccessività delle penali richieste

Lo ha detto nei giorni scorsi, dietro richiesta, il segretario generale del Comune Luciano Salciccia: “La delibera che definisce la sosta a pagamento nell`area urbana cittadina è motivata in relazione alla rilevanza architettonica della zona e alle esigenze del traffico“ ha detto. Ciò non toglie che il problema dei parcheggi sia da tempo nell`agenda del sindaco Giorgio Meschini, non fosse altro perchè ogni tanto l`assessore Stefano Di Pietro gli ricorda la questione di Rampa Zarache non sembra entusiasmare – per usare un eufemismo – l`assessore Mauro Compagnucci. Fugati gli spettri di un ricorso al Tar anche a Macerata dopo la sentenza del Tar del Lazio? No, anzi. A rilanciare la questione è l`avvocato Alberto Binanti. “ E` da dire, preliminarmente, che il Codacons – rileva Binanti – sta studiando la possibilità di intraprendere azioni analoghe anche in altri comuni italiani, laddove sia riscontrabile la violazione dell`obbligo di garantire l` equa ripartizione tra posti auto gratuiti ed a pagamento, imposto dall`art. 7 comma 8 del Codice della Strada. Infatti, la medesima norma stabilisce che il comune, nel delimitare le zone di sosta a tariffa, può sottrarsi a tale obbligo soltanto riguardo a tre tipologie di area: le ZTL, i centri storici ed artistici con le aree ad essi adiacenti (c.d. “zone A“), e le famose aree di “particolare rilevanza urbanistica“ in cui sussistono particolari condizioni ed esigenze di traffico, che devono essere preliminarmente individuate dall`ente stesso“. La questione romane. “ Il TAR del Lazio ha ritenuto che la delibera del Comune di Roma non fosse sufficientemente motivata proprio su questo punto, in quanto non chiariva “le specifiche ragioni per cui quella determinata zona è stata definita di particolare rilevanza urbanistica, non potendo considerarsi sufficiente l`affermazione generica per cui vi sarebbero particolari condizioni di traffico dovute ad esercizi commerciali o strutture pubbliche tali da costituire “attrattori della sosta“. Ed ecco cosa invece spinge il Codacons a muoversi. “ Sotto questo profilo, dunque, molte altre delibere analoghe, oltre a quella romana, lungi dall`essere a prova di TAR, sono assoggettabili al vaglio del giudice amministrativo, con esiti imprevedibili. Condividiamo inoltre, le lamentele di quei cittadini intervistati dal Corriere Adriatico che stigmatizzano i costi elevati delle tariffe e l`eccessività delle penali richieste per la ritardata o omessa attivazione del parcometro. Queste ultime, infatti potrebbero essere diversamente commisurate (ad oggi sono pari a circa tre volte la tariffa oraria), giacché non vi è motivo di sanzionare oltremodo il consumatore che ha pagato, sebbene in ritardo, l`intera durata della sosta“.

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