Bolletta da infarto, 14 mila euro
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fonte:
- l`Adige
Non c`è male. Ovvio, si è trattato di un errore, ma per farlo capire a Telecom c`è voluto l`avvocato del Codacons. La vicenda vede protagonista una famiglia lagarina utente Telecom. Si tratta di gente normale: il telefono lo usano per comunicare con i conoscenti quando serve, non vivono appesa alla cornetta. Normalmente quindi le bollette, che puntuale Telecom inviava, corrispondevano a cifre facilmente sostenibili per il bilancio familiare. Qualche settimana fa, appunto, l`angosciante missiva. Arrivata nemmeno da Telecom, ma da “Intrum Justitia“, l`azienda di riscossione crediti del gruppo di telefonia. Nel documento si affermava che le ultime bollette non erano state pagate e quindi la famiglia lagarina avrebbe dovuto saldare al più presto il suo debito. Che per l`esattezza ammontava a 14 mila euro. E i toni – come per altro spesso in questi casi – erano poco concilianti: se la cifra dovuta non fosse stata versata entro il termine stabilito, l`azienda di riscossione si sarebbe rivolta al tribunale per il pignoramento dei beni dei “debitori“. Gli utenti lagarini hanno capito al volo che di errore si trattava. Un po` perché fatture di questa entità non se ne sono mai viste, un po` perché avevano la certezza di aver pagato regolarmente ogni bolletta arrivata in casa. Ma sapevano anche che dimostrarlo, nell`era dei call center, era cosa ardua. Perché chiunque abbia avuto modo di mettersi in contatto con una ditta di telefonia lo sa: dopo ore passate a parlare con un computer o con addetti non autorizzati a dare la risposta richiesta dall`utente, la maggior parte desiste. Per questo la famiglia lagarina ha deciso di scegliere la strada più drastica, ma anche quella che dava maggiori garanzie di buona riuscita: si sono rivolto ad un avvocato. Qualche settimana fa hanno contattato lo studio Canestrini – Toldo, del Codacons, e hanno spiegato il loro problema. L`avvocato si è messo a studiare tabulati e bollette e ha scritto a Telecom, dimostrando non solo l`avvenuto pagamento delle precedenti fatture, ma anche l`evidente errore compiuto dalla ditta di riscossioni. La settimana scorsa, finalmente, la risposta della “Intrum justitia“, che ha scritto parlando di “disguido tecnico“. E ha inviato la nuova bolletta: 39 euro. Molto più ragionevole.
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