Allarme stagnazione: consumi e servizi in netto calo
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fonte:
- Il Gazzettino
Meno cinema, meno cene al ristorante, meno capi di abbigliamento. Giù auto e moto. Tengono le telecomunicazioni – seppure con una frenata sul mese – i beni e servizi per la cura della persona. In contenuta crescita anche elettrodomestici, tv e registratori, grazie alla continua riduzione dei prezzi.
Cambiano, insomma, i consumi delle famiglie, condizionati, secondo Confcommercio, dal «permanere di una situazione di difficoltà nella domanda delle famiglie».
Nonostante ad aprile il calo dei consumi sia stato più contenuto rispetto a quello registrato a marzo, quando il trend fu particolarmente negativo (-3,4\%), anche il mese scorso mette in evidenza la frenata che sta caratterizzando il 2008. Le rilevazioni dell`Ufficio studi di Confcommercio descrivono una leggera ripresa su base congiunturale, cioè nel confronto tra aprile e il mese precedente, che però, per i singoli capitoli, difficilmente si scosta dallo 0,1-0,2\%. Addirittura negativo è il dato per beni e servizi per le comunicazioni: in sostanza, si sono acquistati meno computer, telefonini, apparecchi fotografici rispetto a marzo. Un segnale, perché finora queste voci erano sempre state in rialzo (infatti il dato tendenziale è positivo). I valori congiunturali segnalano una sola eccezione: +6,2\% per i beni e servizi per la mobilità, in cui rientrano motocicli, automobili, carburanti, trasporti aerei, ma a marzo il calo mensile era stato del 5,7\%, e infatti resta pesantemente negativo il dato annuale.
I servizi ricreativi, cioè cinema, sport, libri, compact disc, giocattoli, così come alberghi e ristoranti, e i beni e servizi per la casa (mobili, arredamento, casalinghi, elettrodomestici) sono pressoché fermi su base mensile. «I dati registrati ad aprile comprovano che non c`è una ripresa dei consumi e che, per la prima volta in due anni, calano anche i servizi» – commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
«In controtendenza – ha sottolineato Sangalli – cresce la fiducia delle famiglie dopo i risultati elettorali, che hanno consegnato al Paese un tasso di governabilità molto elevato, che legittima aspettative forti dei cittadini sul terreno delle riforme economiche e sociali. I primi provvedimenti del governo come la detassazione di straordinari, premi e incentivi, giusti ma occorrono misure strutturali». Fra questi Sangalli indica la riduzione della spesa pubblica, la riduzione della pressione fiscale e il completamento delle liberalizzazioni.
Anche la Cia, la Confederazione italiana agricoltori fa i conti. Nel primo trimestre 2008 gli italiani hanno acquistato rispettivamente il 4,5\% e il 2,1\% in meno di pane e pasta rispetto allo stesso periodo del 2007.
La flessione ha interessato tutti i prodotti alimentari, con un calo complessivo dello 0,4\%. Sempre nel primo trimestre dell`anno si è riscontrata una diminuzione, in quantità, negli acquisti di carne bovina (-3,4\%), di carne suina e salumi (-0,2\%). In controtendenza, invece, ci sono il latte e i suoi derivati (+3,5\%), il vino e lo spumante (+ 2,2\%), e la carne avicola (+1,6\%).
Per pane e pasta è un crollo nei consumi che ormai si protrae da oltre un anno. In particolare, il pane durante il 2007 aveva avuto un calo del 6,3\%. Critiche le associazioni dei consumatori che rilanciano la palla alla Confcommercio. «Il dato è preoccupante. Dimostra come da inizio anno, a fronte di un`inflazione galoppante, i consumatori hanno giustamente deciso di ridurre i consumi pur di poter arrivare almeno alla terza settimana del mese» – sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – proponete ai vostri associati di ridurre i prezzi di almeno il 15\%». Sarebbe «gravissimo se, a fronte di un calo delle vendite, i commercianti si illudessero di poter mantenere i profitti di prima alzando i prezzi».
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