6 Giugno 2008

Calano le spese, Confcommercio lancia l`allarme

Confermata una “stagnazione“
Calano le spese, Confcommercio lancia l`allarme

Con il carovita e l`impoverimento dei redditi cambiano le abitudini degli italiani. E i consumi frenano. Al punto da far scattare l`allarme stagnazione da parte del mondo del commercio. E i consumatori partono all`attacco: i commercianti devono abbassare i prezzi. Ieri Confcommercio ha reso noti i dati di aprile sull`indicatore dei consumi messo a punto dall`ufficio studi dell`organizzazione. Il quadro che ne esce dice che, in termini di quantità acquistate, la contrazione complessiva è stata dello 0,9% rispetto ad un anno prima. Nei primi quattro mesi, il calo si porta all`1%, contro il +1% dell`analogo periodo 2007. Non solo. Per la prima volta, da due anni a questa parte, si rileva una riduzione, pari allo 0,8%, per i servizi, mentre finora questo comparto aveva sempre mostrato una tenuta. Quasi tutti i settori registrano valori negativi. “Le cifre comprovano che non c`è una ripresa dei consumi“, ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in controtendenza cresce la fiducia delle famiglie“. Un fenomeno che gli addetti ai lavori osservano puntualmente dopo il voto: “I risultati elettorali“, ha osservato Sangalli, “hanno consegnato al Paese un tasso di governabilità molto elevato, che legittima aspettative forti dei cittadini sul terreno delle riforme economiche e sociali“. Aspettative “da sostenere con misure concrete“, agendo su fisco, spesa pubblica e liberalizzazioni. Ad aprile il calo dei consumi è stato meno marcato che a marzo, quando arrivò a -3,4%. Ma a preoccupare è la tendenza, a fronte di un`inflazione alta e di una crescita bassa. Confcommercio si attende per il 2008 un aumento del Pil di solo lo 0,2% e un`inflazione sopra il 3%, con una discesa cauta solo dal 2009. Un quadro che rischia di consolidare la “situazione di difficoltà nella domanda“. Un dato “preoccupante“, sottoscrive il Codacons: “Di fronte all`inflazione le persone hanno giustamente deciso di ridurre i consumi pur di poter arrivare almeno alla terza settimana del mese. Per questo lanciamo un invito alla Confcommercio: proponete ai vostri associati di ridurre i prezzi di almeno il 15%“.

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