23 Maggio 2008

COMMERCIO:BRUSCA FRENATA VENDITE,PEGGIOR CALO DA 2 ANNI

COMMERCIO:BRUSCA FRENATA VENDITE,PEGGIOR CALO DA 2 ANNI/ANSA

-1% A MARZO, TENGONO ALIMENTARI; ALLARME PER PICCOLI ESERCIZI

(ANSA) – ROMA, 22 MAG – Brusca frenata delle vendite a marzo,

calate al minimo da due anni. Il commercio al dettaglio, secondo

i dati forniti oggi dall`Istat, ha registrato una flessione

dell`1% rispetto all`anno scorso, trainato in basso soprattutto

dal calo delle vendite di prodotti non alimentari, mentre

tengono gli alimentari. Pesa anche l`ampia flessione delle

vendite nella piccola distribuzione. E mentre Confesercenti

lancia l`allarme-chiusura per i piccoli esercizi, i consumatori

chiedono ai commercianti una riduzione generalizzata dei prezzi

almeno del 15%.

L`ampio calo tendenziale delle vendite al dettaglio a marzo

é il peggiore dal marzo 2006, quando era stato del -1,8%. A

livello congiunturale, invece, dove il calo è stato dello 0,5%,

il dato di marzo risulta il peggiore dall`aprile 2007.

A spingere in basso le vendite è stata soprattutto la

frenata registrata per i prodotti non alimentari (-2,3% rispetto

al marzo 2008, con in testa farmaceutici e utensileria per la

casa), mentre tiene la componente alimentare, in aumento dello

0,8%. Se la passa particolarmente male la piccola distribuzione

(-2,4%), con vendite in calo sia per gli alimentari che per i

non alimentari. Le vendite di alimentari sono invece in crescita

nella grande distribuzione (+1,4%), che nel complesso evidenzia

una dinamica più favorevole (+0,9%) rispetto ai piccoli

esercizi. Nella grande distribuzione spicca in particolare

l`accelerata delle vendite di alimentari negli ipermercati

(+2,4%). Sul rallentamento di marzo, secondo l`Istat, incidono

sia il giorno in meno di apertura dei negozi rispetto all`anno

scorso, sia il caro-prezzi, particolarmente elevato per gli

alimentari (l`inflazione a marzo è stata del +5+5% per i soli

prodotti alimentari).

La frenata di marzo non annulla comunque la crescita delle

vendite registrata nei primi due mesi dell`anno (+1% a gennaio e

+2,7% a febbraio), lasciando il primo trimestre in crescita

(+0,9%).

Il dato di marzo “rispecchia la crisi che stanno vivendo i

consumatori italiani“, sottolinea il Codacons, che chiede ai

commercianti di fare il primo passo, con una riduzione

generalizzata dei prezzi almeno del 15%. “Altro che riduzione

dei prezzi“, risponde Confesercenti, lanciando l`allarme per i

tanti piccoli esercizi che rischiano di chiudere i battenti uno

dopo l`altro. Confcommercio avverte che il calo della domanda

per consumi delle famiglie riguarda ormai gran parte dei

settori, con punte particolarmente negative nell`alimentare e

nell`abbigliamento e interessa oltre alle imprese di minori

dimensioni anche parte della distribuzione organizzata. Solo il

calo dei consumi dei prodotti primari, precisa l`Adoc, si

attesta ormai circa al 6%. (ANSA).

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