COMMERCIO:BRUSCA FRENATA VENDITE,PEGGIOR CALO DA 2 ANNI
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fonte:
- Ansa
-1% A MARZO, TENGONO ALIMENTARI; ALLARME PER PICCOLI ESERCIZI
(ANSA) – ROMA, 22 MAG – Brusca frenata delle vendite a marzo,
calate al minimo da due anni. Il commercio al dettaglio, secondo
i dati forniti oggi dall`Istat, ha registrato una flessione
dell`1% rispetto all`anno scorso, trainato in basso soprattutto
dal calo delle vendite di prodotti non alimentari, mentre
tengono gli alimentari. Pesa anche l`ampia flessione delle
vendite nella piccola distribuzione. E mentre Confesercenti
lancia l`allarme-chiusura per i piccoli esercizi, i consumatori
chiedono ai commercianti una riduzione generalizzata dei prezzi
almeno del 15%.
L`ampio calo tendenziale delle vendite al dettaglio a marzo
é il peggiore dal marzo 2006, quando era stato del -1,8%. A
livello congiunturale, invece, dove il calo è stato dello 0,5%,
il dato di marzo risulta il peggiore dall`aprile 2007.
A spingere in basso le vendite è stata soprattutto la
frenata registrata per i prodotti non alimentari (-2,3% rispetto
al marzo 2008, con in testa farmaceutici e utensileria per la
casa), mentre tiene la componente alimentare, in aumento dello
0,8%. Se la passa particolarmente male la piccola distribuzione
(-2,4%), con vendite in calo sia per gli alimentari che per i
non alimentari. Le vendite di alimentari sono invece in crescita
nella grande distribuzione (+1,4%), che nel complesso evidenzia
una dinamica più favorevole (+0,9%) rispetto ai piccoli
esercizi. Nella grande distribuzione spicca in particolare
l`accelerata delle vendite di alimentari negli ipermercati
(+2,4%). Sul rallentamento di marzo, secondo l`Istat, incidono
sia il giorno in meno di apertura dei negozi rispetto all`anno
scorso, sia il caro-prezzi, particolarmente elevato per gli
alimentari (l`inflazione a marzo è stata del +5+5% per i soli
prodotti alimentari).
La frenata di marzo non annulla comunque la crescita delle
vendite registrata nei primi due mesi dell`anno (+1% a gennaio e
+2,7% a febbraio), lasciando il primo trimestre in crescita
(+0,9%).
Il dato di marzo “rispecchia la crisi che stanno vivendo i
consumatori italiani“, sottolinea il Codacons, che chiede ai
commercianti di fare il primo passo, con una riduzione
generalizzata dei prezzi almeno del 15%. “Altro che riduzione
dei prezzi“, risponde Confesercenti, lanciando l`allarme per i
tanti piccoli esercizi che rischiano di chiudere i battenti uno
dopo l`altro. Confcommercio avverte che il calo della domanda
per consumi delle famiglie riguarda ormai gran parte dei
settori, con punte particolarmente negative nell`alimentare e
nell`abbigliamento e interessa oltre alle imprese di minori
dimensioni anche parte della distribuzione organizzata. Solo il
calo dei consumi dei prodotti primari, precisa l`Adoc, si
attesta ormai circa al 6%. (ANSA).
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