PREZZI: SPIRALE RIALZI, RISO RINCORRE PETROLIO
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fonte:
- Ansa
Ennesimo rialzo per i prezzi del
riso, che seguono a ruota il record segnato dall`oro nero.
Mentre il riso tocca quota 23,12 dollari per cento libbre, il
greggio segna 115,45 dollari al barile. Secondo la Bce, sono
appunto petrolio, prodotti alimentari, prezzi amministrati e
salari, i fattori di rischio di futuri e ulteriori rialzi del
tasso di inflazione dell`area dell`euro. Di qui l`appello di
Bernard Kouchner, ministro degli esteri francese, perché si
intervenga per impedire speculazioni su alimenti vitali per le
popolazioni più deboli. Intanto, in Italia sono già in allarme
le associazioni di consumatori, ma anche le organizzazioni delle
imprese agricole, dove oltretutto i costi di produzione mettono
a rischio i prosciutti Dop del made in Italy.
Parla di speculazioni l`economista Giacomo Vaciago: “Quando
un grafico indica una retta verticale, indica che i prezzi
raddoppiano ogni anno, non è che la gente mangia di più, è
speculazione“. “Da quando usiamo il mais per produrre etanolo,
cioé coltiviamo energia – afferma l`economista – si è creata
una complementarietà da domanda finale e quindi una
sostituibilità nella produzione“. In pratica, conclude
Vaciago, “non conviene dare da mangiare alle persone, conviene
coltivare a fini energetici: al salire del prezzo del petrolio,
questo rischia di affamare il mondo“.
E` ingiustificato l`allarme sul prezzo degli alimentari in
Europa per Massimo Cantarelli, presidente del Consorzio agrario
di Parma, secondo cui nel Vecchio Continente “i consumi
alimentari rappresentano una quota pari al 10%-20%, irrisoria
rispetto al 60%-80% dei Paesi sottosviluppati“.
“Preoccupata“ risulta invece la Confederazione italiana
agricoltori, per i riflessi sul nostro Paese fortemente
dipendente dall`estero per grano duro (40%), grano tenero (60%),
mais (15%), soia (90%) e carni (50%), e che afferma come “i
forti rincari di grano, mais e riso che stanno caratterizzando
l`andamento dei mercati internazionali e il calo delle scorte
alimentari, in particolare di frumento (con il livello più
basso degli ultimi 25 anni), rischino di favorire misure
neo-protezionistiche e nuove manovre speculative sugli stessi
prezzi degli agroalimentari“.
In allarme rimangono sempre le associazioni dei consumatori,
che chiedono provvedimenti urgenti. Da gennaio 2008 hanno visto
lievitare il riso del 10%, dopo i rincari di pane, pasta, grano
e latte. E il Codacons sottolinea poi come dal 2001 ad oggi il
prezzo medio al dettaglio del riso abbia subito aumenti medi
dell`80%. Secondo i consumatori “ai tempi delle lire, infatti,
1 kg di riso costava l`equivalente di 1,52 euro“. Oggi invece
“lo stesso prodotto – spiega l`associazione – costa mediamente
2,74 euro al kg“. A causa della spirale in crescita dei costi
di produzione, l`incremento dei prodotti di importazione, a
soffrire, ora sono diventati a rischio anche i prosciutti Dop.
Ribadisce poi la situazione di crisi per il settore dei
suinicoltori italiani Confagricoltura, pronta a bloccare, con
tempi da definire, l`emissione di certificazioni che consentono
alle carni di qualità di essere avviate alla trasformazione in
prodotti tutelati, come appunto i prosciutti più noti del made
in Italy. Rischia comunque un effetto valanga sui prezzi,
soprattutto nel settore dell`alimentare, il continuo avanzare
del prezzo della benzina. Lo ricorda Coldiretti, spiegando che
l`86% delle merci in Italia viaggia su strada.
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