18 Aprile 2008

PREZZI: SPIRALE RIALZI, RISO RINCORRE PETROLIO

Ennesimo rialzo per i prezzi del


riso, che seguono a ruota il record segnato dall`oro nero.


Mentre il riso tocca quota 23,12 dollari per cento libbre, il


greggio segna 115,45 dollari al barile. Secondo la Bce, sono


appunto petrolio, prodotti alimentari, prezzi amministrati e


salari, i fattori di rischio di futuri e ulteriori rialzi del


tasso di inflazione dell`area dell`euro. Di qui l`appello di


Bernard Kouchner, ministro degli esteri francese, perché si


intervenga per impedire speculazioni su alimenti vitali per le


popolazioni più deboli. Intanto, in Italia sono già in allarme


le associazioni di consumatori, ma anche le organizzazioni delle


imprese agricole, dove oltretutto i costi di produzione mettono


a rischio i prosciutti Dop del made in Italy.


Parla di speculazioni l`economista Giacomo Vaciago: “Quando


un grafico indica una retta verticale, indica che i prezzi


raddoppiano ogni anno, non è che la gente mangia di più, è


speculazione“. “Da quando usiamo il mais per produrre etanolo,


cioé coltiviamo energia – afferma l`economista – si è creata


una complementarietà da domanda finale e quindi una


sostituibilità nella produzione“. In pratica, conclude


Vaciago, “non conviene dare da mangiare alle persone, conviene


coltivare a fini energetici: al salire del prezzo del petrolio,


questo rischia di affamare il mondo“.


E` ingiustificato l`allarme sul prezzo degli alimentari in


Europa per Massimo Cantarelli, presidente del Consorzio agrario


di Parma, secondo cui nel Vecchio Continente “i consumi


alimentari rappresentano una quota pari al 10%-20%, irrisoria


rispetto al 60%-80% dei Paesi sottosviluppati“.


“Preoccupata“ risulta invece la Confederazione italiana


agricoltori, per i riflessi sul nostro Paese fortemente


dipendente dall`estero per grano duro (40%), grano tenero (60%),


mais (15%), soia (90%) e carni (50%), e che afferma come “i


forti rincari di grano, mais e riso che stanno caratterizzando


l`andamento dei mercati internazionali e il calo delle scorte


alimentari, in particolare di frumento (con il livello più


basso degli ultimi 25 anni), rischino di favorire misure


neo-protezionistiche e nuove manovre speculative sugli stessi


prezzi degli agroalimentari“.


In allarme rimangono sempre le associazioni dei consumatori,


che chiedono provvedimenti urgenti. Da gennaio 2008 hanno visto


lievitare il riso del 10%, dopo i rincari di pane, pasta, grano


e latte. E il Codacons sottolinea poi come dal 2001 ad oggi il


prezzo medio al dettaglio del riso abbia subito aumenti medi


dell`80%. Secondo i consumatori “ai tempi delle lire, infatti,


1 kg di riso costava l`equivalente di 1,52 euro“. Oggi invece


“lo stesso prodotto – spiega l`associazione – costa mediamente


2,74 euro al kg“. A causa della spirale in crescita dei costi


di produzione, l`incremento dei prodotti di importazione, a


soffrire, ora sono diventati a rischio anche i prosciutti Dop.


Ribadisce poi la situazione di crisi per il settore dei


suinicoltori italiani Confagricoltura, pronta a bloccare, con


tempi da definire, l`emissione di certificazioni che consentono


alle carni di qualità di essere avviate alla trasformazione in


prodotti tutelati, come appunto i prosciutti più noti del made


in Italy. Rischia comunque un effetto valanga sui prezzi,


soprattutto nel settore dell`alimentare, il continuo avanzare


del prezzo della benzina. Lo ricorda Coldiretti, spiegando che


l`86% delle merci in Italia viaggia su strada.

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