Camerota, gestori dei lidi in rivolta
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fonte:
- La Città di Salerno
Balneari contro il Codacons, “Non danneggiamo le dune“
“Le concessioni balneari di Marina di Camerota non arrecano alcun danno alle dune“. E` la risposta del presidente Raffaele Esposito, presidente dell`associazione balneari di Camerota, ad una lettera di diffida inviata nei giorni scorsi dal Codacons di Salerno al comune di Camerota. Nella quale l`associazione che difende i diritti dei consumatori invitava a non rilasciare più concessioni sugli arenili. “ “Siamo totalmente d`accordo con il Codacons – spiega il presidente Esposito – sullo stop nel rilascio di nuove concessioni balneari nel comune di Camerota, ma va precisato che gli stabilimenti che attualmente operano sugli arenili non arrecano alcun danno alle dune e all`ambiente. Noi dell`associazione balneari giá nel 2005 avevamo detto di non rilasciare nuove concessione ma di salvaguardare invece quelle esistenti. I nostri stabilimenti – spiega il presidente Esposito – tutelano e salvaguardano le dune poiché vengono realizzati facendo grande attenzione all`evolversi del territorio, con materiali non inquinanti e con strutture assolutamente amovibili. Anzi – continua il presidente – da quando sono aperti i lidi, le dune si sono accresciute poiché ogni operatore turistico le ha delimitate per metterle in sicurezza. La stessa Comunitá montana lo scorso anno ha eseguito un dettagliato perimetro delle dune“. “ “Per quanto concerne l`erosione delle spiagge noi non abbiamo alcuna colpa, anzi siamo i primi a risentire annualmente di questo problema. Ne approfitto – continua il responsabile Cab – per invitare il presidente del Codacons a Camerota e rendersi conto personalmente di come montiamo le nostre strutture. Vi anticipo – conclude Esposito – che al vaglio dell`amministrazione provinciale vi è un progetto denominato “I lidi del Parco“ che prevede un decalogo certo per un lido ecosostenibile“. Sulla stessa linea le dichiarazione di Ciro Troccoli, presidente di Fiba-Confesercenti: “Siamo sorpresi per questa uscita fuori tempo massimo del Codacons – spiega Troccoli – Se ci fosse uno straccio di prova scientifica a sostegno della tesi del presidente Marchetti, saremmo disposti ad ascoltarlo. Prove non ce ne sono, pregiudizio forse sì. Noi abbiamo giá messo in campo una serie di iniziative a tutela dell`ambiente. Il risultato del Codacons è il frutto di un preconcetto nei riguardi della nostra categoria. Marchetti – continua Troccoli – non conosce il nostro territorio. Non dobbiamo dimenticarci che a Camerota i nostri stabilimenti offrono oltre 250 posti di lavoro“.
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