5 Aprile 2008

Camerota, gestori dei lidi in rivolta

Camerota, gestori dei lidi in rivolta
Balneari contro il Codacons, “Non danneggiamo le dune“

“Le concessioni balneari di Marina di Camerota non arrecano alcun danno alle dune“. E` la risposta del presidente Raffaele Esposito, presidente dell`associazione balneari di Camerota, ad una lettera di diffida inviata nei giorni scorsi dal Codacons di Salerno al comune di Camerota. Nella quale l`associazione che difende i diritti dei consumatori invitava a non rilasciare più concessioni sugli arenili. “ “Siamo totalmente d`accordo con il Codacons – spiega il presidente Esposito – sullo stop nel rilascio di nuove concessioni balneari nel comune di Camerota, ma va precisato che gli stabilimenti che attualmente operano sugli arenili non arrecano alcun danno alle dune e all`ambiente. Noi dell`associazione balneari giá nel 2005 avevamo detto di non rilasciare nuove concessione ma di salvaguardare invece quelle esistenti. I nostri stabilimenti – spiega il presidente Esposito – tutelano e salvaguardano le dune poiché vengono realizzati facendo grande attenzione all`evolversi del territorio, con materiali non inquinanti e con strutture assolutamente amovibili. Anzi – continua il presidente – da quando sono aperti i lidi, le dune si sono accresciute poiché ogni operatore turistico le ha delimitate per metterle in sicurezza. La stessa Comunitá montana lo scorso anno ha eseguito un dettagliato perimetro delle dune“. “ “Per quanto concerne l`erosione delle spiagge noi non abbiamo alcuna colpa, anzi siamo i primi a risentire annualmente di questo problema. Ne approfitto – continua il responsabile Cab – per invitare il presidente del Codacons a Camerota e rendersi conto personalmente di come montiamo le nostre strutture. Vi anticipo – conclude Esposito – che al vaglio dell`amministrazione provinciale vi è un progetto denominato “I lidi del Parco“ che prevede un decalogo certo per un lido ecosostenibile“. Sulla stessa linea le dichiarazione di Ciro Troccoli, presidente di Fiba-Confesercenti: “Siamo sorpresi per questa uscita fuori tempo massimo del Codacons – spiega Troccoli – Se ci fosse uno straccio di prova scientifica a sostegno della tesi del presidente Marchetti, saremmo disposti ad ascoltarlo. Prove non ce ne sono, pregiudizio forse sì. Noi abbiamo giá messo in campo una serie di iniziative a tutela dell`ambiente. Il risultato del Codacons è il frutto di un preconcetto nei riguardi della nostra categoria. Marchetti – continua Troccoli – non conosce il nostro territorio. Non dobbiamo dimenticarci che a Camerota i nostri stabilimenti offrono oltre 250 posti di lavoro“.

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