I consumi sono in caduta libera
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fonte:
- Italia Oggi
Consumatori sempre più sul piede di guerra contro i rincari
Tempi di vacche magre per l`Italia. La cartina tornasole della situazione economica sono i consumi, grafico in continua caduta: gli italiani comprano meno prodotti alimentari (-2,5%), mezzi di trasporto (-4,4%), vestiti (-1,7%) crollano persino alcuni elementi base per la tavola come il pane, la pasta e il vino. Secondo Confcommercio, a gennaio la flessione dei consumi è stata dell`1,1%, il peggior risultato degli ultimi tre anni e il terzo mese consecutivo con il segno negativo, dopo il -0,9% di novembre e il -0,8% di dicembre. Una debolezza della domanda dei consumi da parte delle famiglie, ha segnalato l`organizzazione di Piazza Belli guidata da Carlo Sangalli, che si è accentuata nei periodi più recenti e sta condizionando le dinamiche produttive interne: a dicembre, per il quarto mese consecutivo, la produzione industriale ha subito un calo in termini congiunturali (-0,5%, -1,4% per i beni di consumo). Nello stesso mese, gli ordinativi hanno registrato una flessione del 5,4% rispetto a novembre. Il dato dell`Indicatore consumi confcommercio (Icc) continua a riflettere un`evoluzione negativa della domanda di beni (-2,5% in quantità rispetto all`analogo mese del 2007) a cui si è contrapposta una crescita per i servizi (+2,1%). Per i prezzi del paniere di beni e servizi, il protrarsi delle tensioni sui beni alimentari e sugli energetici ha determinato una ulteriore accelerazione soprattutto per la componente relativa ai beni (+3,1%), mentre per i servizi la crescita è stata molto più contenuta (+1,1%). La domanda per beni e servizi per la mobilità ha evidenziato una decisa riduzione (-4,4% rispetto allo stesso mese del 2007), interrompendo una tendenza espansiva che si protraeva da oltre un anno. Il dato, pur riflettendo in larga misura la minore incisività del rinnovo degli incentivi per gli acquisti di auto rispetto a quanto accaduto nei primi mesi del 2007, è sintesi di una contrazione della domanda per quasi tutti i settori che compongono l`aggregato. Quanto ai beni e servizi per le comunicazioni, si sono confermati la componente più dinamica della spesa reale delle famiglie, con una variazione dei volumi acquistati del +7,7% (5,3% a dicembre). In linea con i mesi precedenti, la domanda relativa ai beni e servizi per la cura della persona ha evidenziato un ulteriore aumento delle quantità vendute (2% nel mese), evoluzione determinata esclusivamente dalla domanda per prodotti farmaceutici e terapeutici. è proseguita la fase riflessiva della domanda di articoli di abbigliamento e calzature che ha registrato, dopo le pesanti riduzioni del bimestre precedente, una diminuzione dell`1,7%, una tendenza negativa che caratterizza il settore da oltre un anno. Per i consumi di beni e servizi per la casa, a gennaio 2008 la domanda da parte delle famiglie è stata caratterizzata da una riduzione delle quantità acquistate dello 0,9% rispetto all`analogo mese del 2007 (-1,8% a dicembre). In linea con la tendenza del segmento dalla fine del 2006, anche a gennaio 2008 la domanda per i prodotti alimentari e i tabacchi è di segno negativo, con una riduzione, su gennaio 2007, delle quantità acquistate del 2,5% (-3,6% a dicembre). In pratica si è difeso solo il settore dei cd e dei supporti audiovisivi, grazie al calo dei prezzi, e quello del trasporto aereo. Ma è sul fronte dei consumi alimentari quotidiani che c`è stata una vera batosta dovuta al caro prezzi. Secondo la Cia, nel 2007 gli acquisti alimentari domestici sono scesi dello 0,7%. E appare drammatica la picchiata di pane (-6,3%), pasta (-2,6%), frutta (-2,5%) e ortaggi (-4,2%). Malgrado ciò, la cifra sborsata dalle tasche degli italiani per la spesa ha sfiorato i 50 miliardi di euro, l`1,2% in più rispetto al 2006. Nel dettaglio, la carne bovina ha segnato -3,1%, in calo anche quella suina (-1,1%), i prodotti ittici (-0,8%) e il burro (-3,6%). I consumi di vino sono diminuiti del 4,6%. Hanno tenuto, invece, gli acquisti di latte (+0,5%) e di formaggi (+0,1%) ma in flessione il Grana Padano (-4,3%) e il Parmigiano Reggiano (-1,9%). Eppure gli italiani non hanno rinunciato a frequentare bar e ristoranti, come ha spiegato Edi Sommariva, direttore generale Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi: “Nel nostro settore, quello dei consumi fuori casa, l`andamento è positivo, con un incremento dell`1,3% rispetto a inizio 2007“. Questa tendenza, ha aggiunto Sommariva, è nata “diversi anni fa. Oggi, il 31% dei consumi alimentari avvengono fuori casa e il 69% tra le mura domestiche mentre 10 anni fa il rapporto era, rispettivamente, del 25% contro il 75%“. Il calo dei consumi ha fatto scendere sul piede di guerra i consumatori. Per il Codacons “la stangata continua che si abbatte sulle tasche dei consumatori porta inevitabilmente a una riduzione dei consumi: l`unica salvezza è un taglio generale dei prezzi dal 10 al 20%“. Federconsumatori ha attaccato direttamente Confcommercio e la categoria dei commercianti per la storica “rapina“ del passaggio dalla lira all`euro. “Da allora oltre 100 miliardi di euro sono passati dalle tasche dei percettori di reddito fisso a quelle delle categorie produttive e dell`intermediazione“. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso“, hanno commentato dall`associazione. E dopo i dati “preoccupanti“ sul calo dei consumi, l`Adiconsum ha invitato Confcommercio a rivolgere un appello “ai commercianti a tenere comportamenti più responsabili nel rispetto dei consumatori“, evitando aumenti ingiustificati e “comportamenti speculativi“.
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