6 Marzo 2008

Codacons: «Inaccettabile Questa è prevaricazione»




Venezia
«Ritengo che la democrazia debba essere partecipazione e non prevaricazione. Per cui, se di fronte a situazioni estreme sono pronto anche a occupare il Vaticano, il fatto che su questa partita tutti si preoccupino di premere su un istituto come la valutazione di impatto ambientale, messo a garanzia di diritti generali qual è l`ambiente, è inaccettabile». Franco Conte, presidente del Codacons del Veneto, sta decisamente dalla parte dei cittadini rimasti intrappolati nel corteo dei chimici. «Nessuno mette in discussione il loro diritto di avere un posto di lavoro – incalza Conte – Ma di chi vogliono risposte? Da me che vado di corsa a Mestre a lavorare, da me che devo andare a scuola, da me che devo andare a una visita medica? Che risposta si attendono dal cittadino qualunque?»

Certo, c`è l`esasperazione. «Siccome li stanno tutti prendendo in giro – afferma ancora il presidente del Codacons – vadano a occupare Ca` Farsetti, la sede della Provincia e palazzo Balbi perchè li ci sono le persone che hanno detto loro che hanno ragione e poi non hanno agito di conseguenza. Ma non vengono a far pesare su di me, cittadino, le pantomime della politica. I chimici con i cittadini non hanno fatto alcun accordo e i cittadini non hanno alcuna responsabilità».

Molto critico anche Fernando Morando, presidente della Confcommercio del Veneto: «Il diritto di sciopero è sancito e inattaccabile – dice – Altro è creare disagi agli altri lavoratori per far valere i propri diritti: questo diventa inaccettabile».

Vendemiano Sartor, presidente veneto della Confartigianato rinforza il concetto: «La libertà di ognuno di noi non può invadere e ledere quella deglialtri – sottolinea – Quello dei blocchi è una abitudine ormai diffusa che va superata. E` vero che ci sono norme che permettono di rimuovere le auto e sanzionare chi arreca disagi alla circolazione, ma vanno applicate: quando si comincia a derogare su un aspetto, si finisce poi con il derogare su tutto. E questo non è un buon metodo».

Sartor comunque non manca di lanciare un messaggio di solidaerietà a quanti hanno attuato un così pesante strumento di protesta: «Ribadisco, lo sciopero è un diritto e guai a chi lo mette in discussione. Ma ci sono molti altri modi per far sentire la propria voce, ad esempio utilizzando i mezzi di comunicazione. Oggi non è più come una volta che c`erano un giornale e una rete televisiva, ora chi vuol farsi sentire può utilizzare innumerevoli canali».

Più morbido Danilo Vendrame, della Confartigianato trasporti del Veneto. «Non possiamo negare che il blocco del traffico sia uno strumento efficare per far sentire la propria voce: anche una cinquantina di mezzi può mettere il traffico nel caos. Ma non dimentichiamo che sono molti i lavoratori che vengono penalizzati da questa forma di protesta».

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