Perugia: Caro-spesa sotto controllo
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fonte:
- Il Messaggero
Nessuna speculazione, dinamiche di prezzi sotto la media nazionale del 7,8%
I commercianti ribattono alle accuse di speculazione che finiscono per deprimere ulteriormente consumi. Intanto, mentre crescono le preoccupazioni per i prezzi dei carburanti, da lunedì scorso è stato attivato anche in Umbria il numero verde nazionale (800 95 59 59) che devierà agli uffici prezzi delle Camere di commercio di Perugia e Terni le segnalazioni dei consumatori sulle quotazioni di beni e servizi. “Denunce“ da passare poi al vaglio della commissione presieduta da “Mister prezzi“. Antonio Giorgetti, presidente regionale di Confcommercio, parla di “disinformazione e demagogia“, sottolineando che “gli aumenti dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali – +8,7% in riferimento al capitolo alimentari e bevande – in minima parte sono stati trasferiti sulle quotazioni al dettaglio (+2,6%)“. Francesco Filippetti, segretario regionale di Confesercenti, invita invece a verificare con attenzione le voci di spesa dei bilanci domestici: “La spesa alimentare incide per il 15% sul portafoglio della famiglia, mentre ci sono voci, vedi servizi bancari, che in un anno sono cresciute del 20%. Così dicasi per i costi dei carburanti che in nuclei di 4-5 persone (la maggior parte delle quali patentate) incidono pesantemente sulla capacità di spesa“. Intanto, con il prezzo della benzina verde oltre la soglia di 1,4 euro, rispetto a dicembre fare il pieno di costa quasi 4 euro in più che diventano 16 considerando la spesa mensile (servizio alla pompa). E arrivano le prime segnalazioni di anomalie: la prima riguarda il rispetto dell`effettiva immisione della quantità di diesel pagata. “La questione caro-vita non può essere ridotta ad una disputa con commercianti ed “eurofurbi““, osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. “Con le dinamiche di petrolio, carburanti e prodotti derivati in corso, la questione è diventata ormai più complessa e generale. Quello che è certo che in Umbria, con gli stipendi fermi dal 2000, una famiglia media al momento non è in grado di sostenere rincari, né su prezzi, né su tariffe: a prescindere da chi e da cosa sia causato“.
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