27 Febbraio 2008

Mi costi, quanto mi costi?

Mi costi, quanto mi costi?
La spesa degli umbri sarebbe in aumento a causa della crescita dei prezzi di beni di largo consumo

La spesa degli umbri sarebbe, secondo alcune associazioni di consumatori, in aumento a causa della crescita dei prezzi di frutta, verdura, carne, latte, formaggi e altri beni di largo consumo, oltre che per le bollette, ad esempio, dell`acqua. Non tutti, però, sono d`accordo. Commenta Antonio Giorgetti, presidente della Confcommercio dell`Umbria: “Non sono bastati i dati di Istat e Unioncamere, che pongono Perugia tra i capoluoghi di regione dove il caro spesa è sotto controllo e i prezzi sono sotto la media nazionale del 7,8%.“ Il freddo dei mesi invernali sarebbe, ad esempio e a detta della Confederazione Italiana Agricoltori nazionale, tra le cause dell`aumento dei prezzi nel settore ortofrutticolo. Spiega Giorgetti: “E` bastato che tornasse il freddo, un fenomeno prevedibile in inverno, per annunciare un imminente e forte rialzo dei prezzi a causa delle gelate.“ Le conseguenze? “Molti associati – continua Giorgetti – telefonano per denunciare l`effetto delle “campagne stampa“ in materia di prezzi: un netto calo di fatturato i giorni successivi, tanti scontrini in meno staccati. Un effetto che per fortuna dura poco – segno che la fiducia del cliente resta immutata – ma che provoca danni alle attività commerciali. Chi si assume la responsabilità di questo contraccolpo economico, frutto di un approccio superficiale al tema prezzi, pagato unicamente da chi mette in gioco la propria professionalità ed impresa?“ Secondo Confcommercio, gli ultimi dati dell`Osservatorio prezzi dell`Umbria parlano chiaro: i prodotti alimentari sono aumentati a dicembre dello 0,2. I costi di abitazione, acqua ed elettricità rimangono stabili, ma erano già aumentati a novembre del 1,4%. Perugia, secondo i dati Istat, attesta la sua variazione dei prezzi al consumo su un +2,6% nel confronto tra gennaio 2007 e gennaio 2008, al di sotto dell`aumento dell`inflazione ormai attestatosi sul +2,9%. Francesco Filippetti, segretario regionale di Confesercenti, evidenzia l`aspetto legato alla distribuzione. “Non si capisce il tentativo di accorciare la filiera come sbandierato da organizzazioni di agricoltori e associazioni dei consumatori quando, ad esempio, se si va a comprare dall`ambulante che viene sotto casa con il camion, frutta e verdura costa come in un negozio pur senza sostenere i costi in termini di adempimenti, ad esempio, dei negozianti. Dov`è la convenienza? Non capiamo le battaglie contro i commercianti da parte di alcune associazioni quando ci sarebbe da lottare su altri versanti come costi bancari, assicurativi e tariffe dei servizi pubblici“. Per i consumatori gli aumenti che pesano sui portafogli delle famiglie umbre non riguardano solo il settore ortofrutticolo. Spiega Alessandro Petruzzi, presidente regionale di Federconsumatori: “Tra i costi che le famiglie devono sopportare ci sono anche le rette per i servizi scolastici e le bollette, come quella dell`acqua, il cui aumento è prevedibile attorno al 6%“. Poi c`è la questione benzina. “Anche ieri sono arrivati nuovi rincari – fa notare Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – con la questione che sta diventando più generale così come quella delle polizze rc auto le cui tariffe restano troppo care“. E, poi, c`è il capitolo scuola. Dopo il “tetto“ fissato dal ministro dell`Istruzione, Fioroni, ci potrebbero essere altre novità. Commenta Petruzzi: “In arrivo ci dovrebbe essere una proposta per le case editrici di affittare i libri di testo, un po` come già avviene in Germania e in altri paesi“. Il quadro resta preoccupante se si considera che anche alcuni hard discount si cominciano nuove tendenze. “Ci sono alcune catene che da due mesi stanno praticando ritocchi verso l`alto su tutto il versante alimentare e se si escludono i periodo, sempre più corti, delle offerte, non risulta poi più così conveniente“. Alcuni esempi: finiti 10 giorni di offerta a 70 cent, il latte parzialmente scremato della Grifo, in alcune catene, è tornato a costare 99 cent. “Ma è di ieri la segnalazione di un nostro associato che rispetto a dicembre ha visto passare il prezzo della birra Moretti (66cl) da 76 a 99 cent“.

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