26 Febbraio 2008

Commercio in difficoltà, i saldi non frenano il calo di vendite

RomaVendite in frenata a fine anno, con un dato debole anche per tutto il 2007: l`Istat ha diffuso i dati del commercio al dettaglio che mostrano un calo dello 0,6\% a dicembre e un lieve incremento dello 0,5\% del valore dell`indice in tutto il 2007. Dati “non brillantissimi“, commenta il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, che ribadisce quindi la necessità di intervenire sui redditi. “Abbiamo cercato di prendere misure per qualificare i consumi, dal risparmio energetico alle ristrutturazioni, ma il punto è che dobbiamo mettere più soldi in tasca ai salariati. Aver interrotto una manovra di questo genere è un guaio. Bisogna riprenderla“ ripete il ministro.La delusione per i dati arriva anche dalle organizzazioni di rappresentanza del commercio, deluse anche dall`andamento dei saldi 2008 che non sembrano recuperare sulla frenata di fine anno. La Confcommercio parla del dato Istat come `figlio` della bassa crescita mentre la Confesercenti punta l`indice sull`allarme prezzi che, dice, dal settore alimentare ha finito per contagiare i comportamenti dei consumatori anche negli altri acquisti. Ma è la prospettiva che desta maggior allarme: “la riduzione tendenziale preoccupa soprattutto per i riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa delle famiglie nel 2008 e, quindi, sulla crescita“ dice l`ufficio studi di Confcommercio preoccupata che la prevedibile riduzione del tasso di crescita del Pil e dei redditi nel prossimo anno, porti “verosimilmente ad una stagnazione delle vendite, almeno per tutta la prima parte dell`anno in corso se non per tutto il 2008, a prescindere dal tasso d`inflazione osservato“.L`andamento dei saldi sembra un primo allarme: “dopo il primo rilevamento positivo, il segnale che ci arriva è che i saldi durano solo pochi giorni“ afferma il presidente della Fismo Confesercenti, Alfredo Ricci. E anche le stime di Confcommercio confermano questo andamento: dopo il boom della prima settimana, con un incremento che ha raggiunto addirittura il 25\% sullo scorso anno, il consuntivo della stagione che sta per chiudersi parla di un aumento `risicato` del 3-4\%. Quest`anno, dice la Confesercenti, i primi giorni sono andati meglio dello scorso anno con una crescita anche del 10\%: “ma poi tutto torna normale e, cioè, c`è stagnazione. La gente approfitta dei saldi per fare gli acquisti necessari e non più, come era tradizionalmente, gli acquisti superflui. Insomma si acquista in saldo solo per risparmiare“. I consumatori, intanto, sono pronti a un nuovo sciopero della spesa contro il carovita galoppante soprattutto sugli alimentari e i beni di largo consumo (4,8\% a gennaio). Dopo lo sciopero della pasta organizzato a settembre, “saremo in piazza Montecitorio e poi organizzeremo un nuovo sciopero della spesa“ annuncia il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti. Anche il dato sulle vendite al dettaglio del 2007, che vede un “misero“ aumento dello 0,5\%, rispecchia “la crisi che stanno vivendo i consumatori, sempre più in difficoltà con gli acquisti e i bilanci da far quadrare“ afferma il Codacons che chiede una riduzione generale dei prezzi del 15\%.

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