I redditi delle famiglie fermi da 16 anni
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fonte:
- La Nazione
L`allarme Confcommercio: “Le risorse disponibili sono ai livelli del 1992. Ai massimi storici“.
Gli italiani consumano meno e si sentono più poveri. Dopo l`Istat a confermare che le cose vanno sempre peggio è il rapporto di Confcommercio sui consumi che erano già fermi l`anno scorso e che nel 2008 si ridurranno ancora con una forte contrazione della spesa alimentare mentre aumenteranno gli acquisti di cellulari, computer, tv ed elettrodomestici. Se nel 2007 i consumi sono saliti dell`1,5% nel 2008 la crescita si fermerà all`1,2% (dall`1,5% del Nord all`1,1% del Sud) per poi risalire all`1,9% nel 2009. Brutte notizie sempre secondo la Confcommercio anche per il Pil la cui crescita viene stimata in un modesto 1,2% mentre le previsioni sull`inflazione (comunque sotto la media europea) potrebbero essere riviste al rialzo dal 2,3 al 2,5%. Analisi che portano i commercianti a rilevare come la sensazione di impoverimento delle famiglie sia oggi ai massimi storici a causa “dell` insufficiente dinamica del reddito disponibile“ rimasto ai livelli del 1992. ENTRANDO NEL DETTAGLIO, gli acquisti di carne e zucchero scenderanno dello 0,5% e dello 0,7% quelli di pane e pasta. Tra le voci in ripresa ci sono cellulari e telefonia (+22,5%) ed elettrodomestici (15,6%). Spenderemo di più anche per i medicinali (9,8%), acqua minerale (10%) e vacanze (1,8%) mentre ridurremo gli esborsi per il tempo libero (+1,6% rispetto al +2,3 del 2007) e risparmieremo anche sui pasti fuori casa (0,5% rispetto a 0,7%) e su tutto ciò che riguarda la cura della persona, dalla palestra al parrucchiere (1,3 rispetto a 1,6%). In media una famiglia spenderà 3.186 euro al mese: la fetta maggiore per la casa (900 euro) e l`alimentare (733) seguiti dalla cura personale (650 euro), i trasporti e i telefonini (572 euro). Finora, secondo Mariano Bella, responsabile del Centro studi i consumi sono stati tenuti a galla non tanto dal reddito quanto dalla ricchezza finanziaria e immobiliare. Anche questa però potrebbe subire una contrazione. E “se gli immobili dovessero cominciare a scendere di prezzo le famiglie ne risentirebbero significativamente soprattutto al Sud“. La crescita economica che appariva lenta oggi, avverte il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli “si annuncia lentissima e ciò che era urgente è diventato urgentissimo: ridurre la spesa pubblica e abbassare le tasse“. Quanto all`inflazione, nonostante le tensioni sulle materie prime, resta inferiore alla media Ue e non “si può sempre criminalizzare solo un settore“. PER LA COLDIRETTI il rilancio dei consumi passa dalla riduzione della forbice dei prezzi tra il campo e la tavola (circa il 400%). Quanto ai consumatori, per l`Adoc siamo ai limiti della recessione. Una situazione grave che richiede secondo Federconsumatori e Adusbef interventi urgenti per aumentare il potere d`acquisto e per il Codacons il buon esempio dei commercianti che dovrebbero calare i prezzi di almeno il 10%. E sul fronte inflazione dalla newsletter Prezzi & Consumi curata dall`Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico emerge che nel 2007 sono aumentati gli alimentari (+15,2% le patate, +9,2% il pollame, +5,7% il pane e +5,5% la frutta), le tariffe sui rifiuti (9,2%) e i trasporti ferroviari (7,2%). E` proseguita la discesa per telefonia ed elettronica mentre i prezzi dei carburanti continuano a rimanere superiori alla media Ue.
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