22 Gennaio 2008

Nella settimana di passione per il governo che si apre oggi c`è spazio anche per il turismo

La guerra a tre Di Pietro-Mastella-Pecoraro, L`arresto di Sandra Lonardo, L`altolà accademico a papa Ratzinger, Le montagne di “monnezza“ napoletana, Non bastavano: c`è anche il portale, Per meglio dire, c`era, e si chiamava www.italia.it. Se lo cercate adesso piombate nel vuoto cosmico. Chi se ne importa? Visto che per non aprirlo sono stati stanziati 45 milioni di euro e se ne sono già spesi sette, a qualcuno dovrà importare. Anche perché il ministro dei Beni culturali, e vicepremier, Francesco Rutelli, l`aveva presentato alla Borsa internazionale del turismo dell`anno scorso come vetrina del Bel Paese nel mondo. Di chi la colpa di questo spreco? Dell`ex ministro per l`Innovazione, Lucio Stanca, vale a dire del governo precedente, dice Rutelli attraverso il suo ufficio stampa. Sarcastica ma anche rabbiosa la reazione dell`opposizione, che chiede spiegazioni. Anche gli operatori del settore alzano la voce: siamo estremamente indietro con le prenotazioni alberghiere via Internet. “L`Italia non può permettersi il lusso di non avere un portale turistico di efficacia mondiale“, lamenta la Confturismo-Confcommercio. Il portale era stato presentato meno di un anno fa alla Bit di Milano. In ottobre Rutelli disse che non era più funzionale e, visto che il contratto con una società Ibm che lo curava valeva fino al 31 dicembre, a Capodanno il portale è stato sbarrato. C`erano in cassaforte 45 milioni e ne sono stati spesi sette, in pratica per niente. “Ci sono quindi tutte le risorse per riprendere il lavoro“, conferma con involontaria ironia Ciro Esposito, capo dipartimento per l`innovazione tecnologica. E i sette milioni? “Soldi pubblici investiti in un portale inutilizzabile“ salta su il Codacons, e chiede l`intervento della Corte dei Conti. Proprio alla Corte ha mandato tutto l`incartamento il ministro Rutelli, il quale precisa: “Io non ho speso né impegnato neanche dieci centesimi in quel sito. E` stato il governo precedente ad averlo varato, io mi sono preso solo la responsabilità di non gettarlo subito via. Le abbiamo tentate tutte, ma era un progetto non salvabile“. E adesso? Accantonata l`Ibm, il portale dovrebbe passare all`Enit (Ente nazionale per il turismo), ha anticipato Enrico Paolini, coordinatore degli assessori al turismo; un destino confermato dallo stesso Rutelli prima di un convegno a Roma. “Il portale è stato chiuso per l`incapacità di Rutelli“, contrattacca Giovanni Donzelli, presidente degli universitari di AN. E Stefano Morselli chiede al ministro di spiegare lo spreco di denaro pubblico: “Ci ricordiamo tutti il ministro Rutelli in un inglese maccheronico presentare con euforia il portale alla Bit di Milano con Laura Pausini e Marcello Lippi“.

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